Il 13 Gennaio presso la libreria Feltrinelli Express di Napoli, l’artista Enzo Marino ha presentato la sua ultima opera: un libro dal titolo “Belle pazzie e bugiarde aurore”, che racconta storie tra tempi e luoghi diversi, ma complementari per l’attualità tematica che li racchiude. A condurre l’evento il giornalista Giuseppe Pesce, insieme alla storico Ciro Raia e lo scrittore Giandonato Giordano.

Il libro evoca tantissimi personaggi ritenuti dalla storia quali “vinti, umili”, il popolo che viene definito sommariamente come l’insieme di tanti “ultimi”. Ogni personaggio acquisisce dignità grazie alla dedizione con cui Marino si cimenta nell’accurata ricerca della memoria. Le storie sono ambientate tra Napoli e Casoria: luoghi in cui lo scrittore ha vissuto, e che un tempo non erano marcati da confini di carattere tradizionalistico, piuttosto che prettamente geografici.

Un libro che è stato definito dai relatori sinonimo di “bellezza, cultura e speranza”, sintetizzabile in una leggera “magia” che scorrevolmente ci trasporta in un viaggio il quale attraversa Napoli dal ‘600 e con cui adesso possiamo relazionarne i cambiamenti sociali. Sicuramente un testo diretto ai giovani, che poco o niente conoscono degli aneddoti popolari, dei metodi di sopravvivenza e delle profezie su cui a volte ruotavano strategie e modi di fare di una popolazione che ci appare lontana ma che rappresenta l’origine dei costumi partenopei.

“Belle pazzie e bugiarde aurore” è il libro in cui spicca soprattutto lo stampo artistico di Enzo Marino: in alcune pagine possiamo scorgere la poesia emotiva così come in altre vi si fissa un dipinto, astratto di pennellate tra aggettivi e sensazioni. Un libro dove si scorge la familiarità della città napoletana, lì dove un cortile sembrava “un luogo fuori dal luogo” in cui s’imbattono le esperienze di vita. E soprattutto un insieme di racconti che percorrono un ininterrotto filo rosso, facendo intrecciare le storie, i personaggi ed i luoghi in un arco di tempo che sembra illimitato e immobile, impresso per sempre tra le pagine del ricordo minuzioso e al contempo romanzato.  

La penna di Enzo Marino diventa la rappresentanza di un’emancipazione storica, in cui gli ultimi vengono ridisegnati secondo le caratteristiche che li contraddistinguono, e non solo per la costrizione sociale in cui vengono solitamente delimitati. La presentazione del libro è stata inoltre accompagnata da note musicali che rievocavano momenti teneri, insieme alle letture di Nicoletta Lanzano, tratte proprio da “Belle pazzie e bugiarde aurore”. Uno di questi brani, parso sicuramente crudo e di impatto immaginario terribile, concentrava il tema nella violenza sulle donne: un racconto anche “difficile da scrivere” come afferma l’autore, generato grazie a una serie di testimonianze reali. Un racconto che sembra voler diventare l’emblema di un’attualità rievocata attraverso le storie del passato, aiutando le valvole del ricordo a sentirci più vicini della storia per poter essere più coscienti del presente.

Alessandra Mincone

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