In queste ultime ore ci sarebbe, come trapela l’agenzia di notizie Adnkronos, un inaspettato e quanto mai controverso cambio di rotta della linea politica del Movimento cinque stelle, volto a riabilitare la figura di  Alexis Tsipras e del suo partito Syriza.

Non è difatti un segreto che tra il Movimento cinque stelle e Syriza, ovvero tra due delle più importanti realtà anti-austerity di Europa, non corra proprio buon sangue; a ciò basterebbe ricordare le frecciatine, che sanno più di vere e proprie bordate, lanciate da una parte e dall’altra negli ultimi tempi. Così si esprimeva, durante la sua visita a Roma al Teatro Valle Occupato, Alexis Tsipras proprio sulla figura del leader pentastellato “fischietta facendo il menefreghista e poi non sceglie. Complimenti per l’alta percentuale raggiunta, raccogliendo il malcontento degli italiani. Però, per cambiare la vita quotidiana, non basta solo dire di no, devi avere una proposta alternativa”.

Abbastanza speculari per tono, sono le ultime dichiarazioni di Grillo in merito alla controparte greca “Come può pensare di risollevare il suo Paese rimanendo nell’euro? Come pensa di fare gli interessi del suo Paese senza ridargli la sovranità monetaria? La Grecia deve rimborsare agli investitori privati, per lo più banche estere, 15 miliardi di euro di debito nel 2015. Tsipras si avvia a vincere le elezioni sulla promessa di ripudiare il debito e l’austerity, ma senza uscire dall’euro. Un controsenso, anzi un suicidio.

Quindi il recente passato getterebbe più di un’ombra su una possibile partnership, che potrebbe poi, in caso di realizzazione, minare quella già esistente tra il Ms5 con il partito di Farage, l’Ukip, considerato dai più di estrema destra.

Allora perché insistenti sono le voci di questo avvicinamento? Da una parte sicuramente c’è il riconoscimento di un certo peso politico raggiunto da Syriza, anche al di fuori della Grecia, affiancato dall’emersione in Spagna di un’altra realtà notoriamente di Sinistra che è Podemos, anch’essa in ascesa in Spagna e fuori; dall’altra c’è la volontà espressa già diverse volte da Grillo di creare un’alleanza “anti Europa dell’austerità”, che racchiuda le migliori espressioni politiche di quegli Stati oggi in grave difficoltà e tendenzialmente riconoscibili nel Sud geografico dell’Europa.

Se queste sono le possibili premesse di avvicinamento, gli scogli non sono pochi; difatti aprire a Syriza vorrebbe dire abdicare ad uno degli assiomi del movimento, ovvero “non essere né di Sinistra né di Destra ma dalla parte dei cittadini”, una virata quindi di non poco conto che potrebbe storcere il naso ai meno “rossi” del movimento.

Altra difficoltà è la linea politica europea, se infatti le due realtà si avvicinano sul piano dell’anti-austerità, esse si allontanano enormemente riguardo ai contenuti effettivi da esprimere; basterebbe pensare al solo fatto che il Movimento Cinque Stelle è ormai un conclamato partito anti euro, mentre Syriza, nonostante le dure critiche e la politica radicale promossa, agirebbe ancora sotto il cappello dell’euro per cambiare le politiche europee.

Dario Salvatore

2 COMMENTI

  1. Caro Grillo, Tsipras non ripudia il “debito pubblico”, vuole solo mettere in discussione quelle parti di debito pubblico ritenuti da lui illegittimi verso paesi esteri che hanno alla Grecia l’austerità, che è diverso.

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