Un super Mo Williams ruba la scena a tutti i grandi dell’NBA stanotte, sfiorando il doppio nickel (termine coniato da Spike Lee dopo i 55 di Jordan di ritorno al MSG) e mettendo fine alla lunghissima striscia di sconfitte consecutive dei Timberwolves. Avrebbe dovuto essere la notte del ritorno di LeBron sul parquet dopo otto gare d’assenza (1-7 il record senza di lui) ma Cleveland perde la sesta gara consecutiva, vanificando così l’ottima prestazione del rientrante Re. Spettacolo puro a Sacramento, dove i Mavericks si impongono all’overtime nonostante un sontuoso Cousins.

52! – Nella notte in cui Minnesota (6-31) torna alla vittoria dopo 15 sconfitte consecutive a prendersi scettro e corona non è Rubio né Wiggins bensì uno che a Cleveland con LeBron ha giocato per davvero: Mo Williams. Prova sontuosa del numero 25 che ne mette a segno 52 (19/33 dal campo), realizzando il suo personal career high e record di franchigia che prima apparteneva a Kevin Love (51 punti dopo 2OT a OKC). Il tutto, in una partita molto combattuta che Minnesota ha comunque rischiato di perdere, perché Indiana è una squadra molto solida, che concede poco e che soprattutto lotta su ogni maledetto possesso. I primi tre periodi, nonostante i già 30 punti messi a segno dal nativo di Jackson, Mississippi, sono tutti della squadra di Vogel che, senza Hibbert (espulso), è comunque riuscita a portarsi avanti di 9 lunghezze (73-64 firmato da West). Il quarto quarto, però, è tutto di Mo che ne verga 22 e che contribuisce pesantemente al sorpasso, arrivato a 4’29 dalla fine con il 2+1 firmato da Andrew Wiggins che è valso il 93-90.

KING, YOUR REIGN IS IN MESS – Fuori da fine dicembre, LeBron James ha dovuto assistere dalla panchina al momento più difficile dei suoi Cavs che hanno cominciato questo anno come peggio non si poteva: 7 sconfitte e 1 sola vittoria in sua assenza, e soprattutto l’idea che questo castello di carte tirato su quest’estate non sia così solido. Dopo la punzecchiata di David Blatt a Kevin Love, definito non ancora un giocatore da max contract, si sono notevolmente alzate le quotazioni che vedrebbero l’ex Minnesota uscire dal suo contratto a fine stagione per emigrare verso altri lidi. In tutto ciò, bisognerà vedere come JR Smith porterà contributi… ammesso che lo faccia. Non è esattamente il clima che il due volte campione si aspettava di ritrovare al suo rientro e adesso tocca a lui (come al solito) rimettere tutto a posto. C’ha provato già questa notte a Phoenix ma i suoi 33 punti non sono bastati per mandare a tappeto i Suns capitanati da un super Markieff Morris da 35 punti e 6 rimbalzi. Una partita iniziata male, continuata peggio arrivando a toccare un -19 a 3’26 dalla fine del terzo periodo ma che i Cavs hanno avuto il merito di non mollare, grazie soprattutto a un enorme contributo di Smith che in poco meno di due minuti mette a segno quattro triple riaprendo così la gara. Cavs nel quarto quarto agguantano anche il sorpasso grazie al canestro di James che vale il 97-96, che però da lì in poi non riescono a sfruttare e così dalla lunetta i Suns si aggiudicano la vittoria, una vittoria che consolida il loro ottavo posto ad ovest.

Tiro in corsa di John Wall, 25 punti per lui stanotte contro gli Spurs

LE ALTRE GARE – La gara della notte si è giocata a Sacramento, dove nonostante l’ormai padrone della città Cousins abbia fatto gli omaggi di casa, regalando una prestazione da quasi triple doppia con 32 punti, 16 rimbalzi e 9 assist, i Mavs hanno sbancato la Sleep Train Arena all’overtime grazie al solito straordinario Monta Ellis (28 punti e 10 assist); tripla decisiva di Rajon Rondo a 1’14 dalla fine che regala il sorpasso definitivo ai suoi e il quarto posto ad ovest. Continua la marcia inarrestabile degli Hawks che nel più classico dei testa-coda sbancano il campo di Philadelphia grazie alla prima tripla doppia della carriera di Al Horford (21 punti, 10 rimbalzi, 10 assist); sono 9 adesso le vittorie consecutive di Atlanta, che si candida seriamente ad essere la testa di serie #1 ad est.
Dopo l’incontro alla Casa Bianca con il presidente Obama, gli Spurs sono cadono contro i Wizards per la prima volta dal 12 novembre 2005, dopo una striscia di 17 vittorie consecutive. John Wall riesce così per la prima volta in carriera a battere i campioni in carica, i quali causa infortuni si presentano nella capitale con il 22° quintetto iniziale differente. Beli, ancora alle prese con il problema al polpaccio, non ha potuto essere della gara ma dovrebbe rientrare venerdì notte contro Portland. Sconfitte interne per Lakers e Jazz contro Heat e Warriors, naturalmente solito spettacolo di Steph Curry (27 punti e 11 assist), sempre più favorito al titolo di Mvp.

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Michele Di Mauro