“Siamo spiacenti. Non abbiamo più copie di Charlie Hebdo”. Questo è il cartello che in molti si sono ritrovati a leggere fuori dalle edicole francesi dalle prime ore di questa mattina. Le stampe sono andate subito a ruba. Per questo motivo verranno stampate, oltre alle 3 milioni di copie già vendute in 25 paesi e stampate in 16 lingue, altre 2 milioni, per far fronte all’elevato numero di richieste in tutto il mondo.

Le vendite, prima dell’attentato, oscillavano tra le 30 e 60.000 copie al costo, come per il numero di oggi, di 3 euro. Il giornale aveva bisogno di risorgere, e lo sta facendo nel giorno in cui la CNN ha pubblicato un filmato inedito del tragico attenatato alla redazione. I fratelli Kouachi fermano la Clio nera sulla quale erano a bordo ed iniziano a fare fuoco verso i poliziotti che, impauriti, vanno indietro. Il video termina con i due attentatori che gridano “Abbiamo vendicato il profeta Maometto”. Ed è proprio il profeta ad essere il protagonista della vignetta di apertura del numero che fa rinascere il giornale e che, sicuramente, passerà alla storia.

“Il nostro Maometto è simpatico”, dice il disegnatore Luz alla presentazione a Parigi. “E’ il mio personaggio, esiste nella mia matita, esiste quando lo disegno” – ha aggiunto – “Ho disegnato un Maometto che piange, ho pianto anch’io”. Maometto con una lacrima che regge tra le mani il cartello, ormai famoso, “Je suis Charlie”. Biard e Luz, durante la presentazione del nuovo numero a Parigi, hanno spiegato che ci sono tutti i contenuti. Si passa dalla grande manifestazione di domenica dove “C’era più gente per Charlie che per la messa”, alle vignette religiose fino alle stragi in Nigeria.

Vignette, come sempre, vignette che fanno riflettere, che fanno polemica, insomma l’irriverente Charlie Hebdo. L’avvocato del giornale Richard Malka tiene però a precisare che “in tutti i numeri di Charlie Hebdo, da 20 anni, non vi è uno in cui non c’è la caricatura del Papa, di Gesù, di rabbini, d’imams e di Maometto. Saremo rimasti stupiti qualora non ci fosse stato”. Il mondo resta però diviso. In Russia, l’organo governativo che si occupa del controllo dei media ha fatto sapere, tramite una lettera, che chiunque pubblicherà le vignette del settimanale Charlie Hebdo verrà automaticamente inserito nella lista nera governativa in merito ad una violazione della legge federale di Roskomnadzor che regolamenta la lotta alle attività estremiste.

Anche l’Unione mondiale degli ulema musulmani, guidata dal predicatore Youssef al-Qaradaoui, non ritiene “saggia” la pubblicazione di disegni che abbiano come protagonista Maometto. Persino il quotidiano Telegraph pensa che questo gesto provocatorio possa portare forti ripercussioni. Sicuramente, per molti, non incita la pace. Sta di fatto che alle 10 di questa mattina il giornale già era esaurito. 450 copie vendute in 15 minuti in alcuni chioschi parigini. C’è chi ne ha presi 5 o addirittura 10, chi lo legge da 18 anni e chi, invece, lo acquista per la prima volta. Gli sfortunati possono rassicurarsi con le copie messe già in vendita su ebay. Il costo varia da 1 fino a 300 euro.

Charlie, ancora una volta, unisce.

Giuseppe Ianniello