L’edizione della Coppa delle Nazioni Africane del 2015 non può che essere associata ai disagi causati del virus Ebola. Ad ottobre il Marocco, in via precauzionale, onde evitare il contagio in aree densamente affollate, aveva chiesto alla CAF (Confederazione Africana del Football) di far slittare la manifestazione al 2016. Richiesta respinta. Il braccio di ferro tra la federazione nazionale e quella continentale ha portato ad un ultimatum avanzato da quest’ultima: rispedito al mittente a sua volta.

La CAF ha così deciso di escludere il Marocco dalla competizione e ha trovato nella Guinea Equatoriale il nuovo paese ospitante.

Senza entrare ulteriormente nel merito di questioni legate alle decisioni dei soggetti sopracitati, analizziamo la condizione delle formazioni che prenderanno parte alla kermesse e, magari, cercare di prevedere l’andamento del torneo e le favorite alla vittoria finale.

Coppa d’Africa – Analisi del torneo

I gironi sembrano mal assortiti, ma questo è dovuto alla presenza della Guinea Equatoriale tra le squadre di prima fascia, dove ci sarebbe stato il Marocco (ovviamente l’organizzatrice è in prima fascia). Di conseguenza c’erano formazioni ben più equipaggiate nelle urne 2, 3 e 4.

L’Algeria, ad esempio, dalla seconda fascia, ha pescato Ghana (1), Sudafrica (3) e Senegal (4), originando un gruppo di ferro in cui i Bafana Bafana, organizzatori del Mondiale 2010, sembrano essere la formazione meno quotata per il passaggio del turno nel Gruppo C.

Il team nordafricano, invece, ha diverse frecce al proprio arco, come dimostrato la scorsa estate. Le sgroppate di Brahimi e di Feghouli  sono difficili da contenere se di fronte non c’è una difesa pronta a giocare di squadra. Nel ruolo di 9 difficilmente vedremo impiegato Belfodil, più probabile una staffetta tra Soudani e Slimani, quest’ultimo è l’unico algerino ad essere andato due volte in gol in un Mondiale.

Girone di ferro, si diceva, perché il Ghana (1a fascia) è decisamente una formazione collaudata, anche se forse è all’ultima chiamata di una generazione che sembrava destinata a stupire, dalla vittoria del mondiale U-20 del 2009, ma ha collezionato poco a livello continentale. Un risultato storico fu sfiorato al Mondiale 2010, quando una parata di Luis Suarez al 90′ negò la vittoria e la semifinale alle Black Stars.

Anche il Senegal dispone di una buona dose di talento, rispetto al livello medio della competizione è sicuramente nella fascia alta. La formazione allenata dal francese Giresse, però, è sempre poco affidabile dal punto di vista dell’approccio mentale, e quando la competizione è breve e ogni partita è decisiva, non sono ammessi passi falsi.

Il Gruppo D di questa Coppa d’Africa è paragonabile a quello appena descritto. L’unica certezza è la partenza ad handicap della Guinea, che dalla 4a urna ha pescato la devastante Costa d’Avorio, priva però di Drogba, e due team temibili come Mali e Camerun.

I Leoni d’Africa, come noto, non faranno affidamento sulla loro stella più luminosa: Samuel Eto’o. L’assenza di un leader carismatico, prima ancora che tecnico, potrebbe scoraggiare la formazione di Finke, ma il livello tecnico dei convocati è sicuramente apprezzabile.

Il Mali è una di quelle squadre, come tante altre del continente, a cui piace correre più che manovrare. Aprire il campo per scappare negli spazi è la strada che solitamente sceglie il CT Kasperczak. Quest’idea di gioco è permessa dal faro del centrocampo Seydou Keita, esperienza e visione di gioco al servizio della squadra.

Nei Gironi A e B il tasso tecnico è decisamente inferiore, lo stesso Zambia, vincitore a sorpresa dell’edizione 2012 non sembra essere la stessa tenace formazione di tre anni fa. Dovrà prestare attenzione a Tunisia, Capo Verde e RD Congo.

La Guinea Equatoriale è alla sua seconda partecipazione in questa competizione, in entrambi i casi la qualificazione è stata conquistata a tavolino in quanto nazione organizzatrice della manifestazione.

Il Burkina Faso (seconda fascia) sembra essere la favorita per vincere il Girone A. Il Gabon di Aubameyang potrebbe non avere una rosa così completa per poter proseguire, ma Guinea Equatoriale e Congo non sembrano disporre dei mezzi necessari per fare meglio.

Con buona probabilità la vincitrice gareggia nel girone C o D. La Costa d’Avorio e il Ghana devono dimostrare che questa generazione di talenti può essere vincente, devono cercare di imporsi. Entrambe, probabilmente, all’ultima chiamata.

Tra le altre formazioni pericolose Camerun, Algeria e Senegal possono arrivare in fondo e, magari, trionfare.

Occhio però al Burkina Faso: candidata ad essere l’outsider più insidiosa di questa Coppa d’Africa.

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Alessandro Cappelli