Estremismo religioso e politicamente corretto portati all’esasperazione sono i protagonisti indiscussi di due episodi legati dal comune denominatore della limitazione a quella libertà di espressione tanto chiaccherata in questi giorni, entrambi sfociati nella censura.

Israele: giornale censura donne nelle fotografie dei leaders

La prima delle due notizie arriva da Israele tramite la britannica BBC: un giornale ebreo ortodosso ha rimosso il cancelliere tedesco Angela Merkel ed altre donne dalle immagini della Marche Républicaine di Parigi. HaMevaser, questo il nome del quotidiano, con un fotoritocco ha obbedito ai precetti dell’ebraismo Haredi, definito ultra-ortodosso, che prevede la modestia ed il rigetto della cultura moderna. Gli osservanti maschi portano cappelli a falde larghe, barbe più o meno lunghe e i payot, boccoli laterali, e vestono di scuro, spesso di nero. Le donne, invece, indossano gonne lunghe, maglie a maniche lunghe e non scollate, guanti e, se sposate, un velo. Tenendo conto di ciò, si intuisce come la comparsa di donne e ragazze nelle immagini Haredi sia una violazione della modestia femminile. Nel 2009 il precedente, allorché due quotidiani Haredi oscurarono o sostituirono con immagini di uomini le due donne nominate ministro da Benjamin Netanyahu.

hamevaser censura
La foto ritoccata da HaMevaser e l’originale (immagine BBC)

Regno Unito: Oxford University Press censura maiale per non offendere ebrei e musulmani

La seconda notizia, invece, arriva dalla terra d’Albione. La più grande casa editrice universitaria al mondo, la Oxford University Press, ha raccomandato ai propri autori di non menzionare maiali, salsicce, bacon et similia nei propri testi per evitare di offendere i lettori. La OUP, infatti, deve tenere in considerazione le altre culture per sperare di vendere i propri libri in tutte le parti del mondo, e secondo le religioni ebraica ed islamica il maiale è un animale impuro, “haram” in arabo, non “kosher” in ebraico: per questo richiede di evitare la citazione di «tutto ciò che possa essere percepito come suino», compreso per esempio il noto cartoon per bambini Peppa Pig.
La mossa è stata resa nota da BBC Radio 4 nelle trasmissioni del 14 gennaio e rilanciata dall’International Business Times. Lo speaker Jim Naughtie ha detto: «Ho qui una lettera mandata dalla OUP ad un autore che scrive per i giovani. Tra le cose proibite nel testo commissionato c’erano le seguenti: maiali e salsicce, o qualsiasi altra cosa che possa essere percepita come suino. Ora, se un editore rispettabile, legato ad un’istituzione accademica, ti dice che devi scrivere un libro nel quale non puoi menzionare i maiali perché qualcuno potrebbe essere offeso, è ridicolo. È una barzelletta».
Anche il parlamentare musulmano laburista Khalid Mahmood boccia l’istanza: «È assolutamente ridicolo, addirittura nonsense, e quando la gente va troppo oltre è davvero quello che porta l’intera discussione nella caduta di stile». Un portavoce della Oxford University Press ha dichiarato che «i nostri materiali sono venduti in quasi 200 paesi, e così, senza compromettere in alcun modo i nostri commissionamenti, incoraggiamo rispettosamente alcuni autori di materiale educativo a considerare le differenze e sensibilità culturali. Le linee guida differiscono tra le varie aree geografiche e non coprono le nostre pubblicazioni accademiche». Un portavoce della comunità ebraica britannica ha puntualizzato che «la legge ebraica proibisce di mangiare suini, non di menzionare la parola o l’animale dal quale derivano».
Il caso si configura, dunque, come una censura preventiva.

Ad una settimana dal vile attacco alla redazione parigina di Charlie Hebdo, ecco l’ennesima censura a colpire la libertà di espressione, dopo quelle operate dal Corriere della Sera delle quali abbiamo parlato proprio oggi.

Simone Moricca