Il Belgio è ancora sotto shock dopo il blitz antiterrorismo di ieri nella cittadina di Verviers13 persone arrestate (di cui due in Francia), due morti e dodici case perquisite. Non si ha ancora la certezza dell’identità dei due presunti terroristi, ma dalle agenzie vengono fatti due nomi che rimbalzano via web: sarebbero Redwane Hajaoui et Tarik Jadaoun, cittadini di origine cecena, secondo la Derniere Heure. L’identificazione dei due è ancora in corso. A loro si è pensato in quanto ad inizio anno ne era stata segnalata la presenza in Siria. Hajaoui avrebbe mentito alla famiglia, dicendo loro che si sarebbe recato in Marocco dai nonni.

Le prime indiscrezioni si concentrano sugli obiettivi degli arrestati: «Possiamo confermare che sappiamo che l’obiettivo era quello di uccidere funzionari di polizia per la strada o negli uffici – hanno detto chiaramente i magistrati nella conferenza stampa di venerdì mattina a Bruxelles-. Abbiamo trovato uniformi di poliziotti e questo ci indica questo obbiettivo». Ancora, l’attentato contro la polizia in Belgio era questione di ore o al massimo di giorni; l’attacco poteva essere sferrato ovunque sul territorio del Paese, sia contro commissariati che contro agenti sulla strada. Ipotesi anche sulle azioni possibili: la decapitazione di un importante personaggio (un alto ufficiale di polizia o un magistrato) o il sequestro di un bus.

A Moelenbeek, a Bruxelles, il sindaco Francoise Schepmans conferma al Soir che una persona è stata fermata nel corso di cinque perquisizioni. Anche a Schaerbeek ci sarebbero state perquisizioni, con il sequestro di quattro kalashnikov, oltre a esplosivi per la fabbricazione di bombe. La confusione è tanta, come la tensione, mentre le notizie si susseguono febbrili. Per iTele una decina di arresti sarebbero stati condotti nell’area attorno a Parigi, in Francia, e a Berlino, in Germania. Si parla anche di una coordinazione in azioni preventive in sette paesi UE e in Yemen. A Sanaa, la capitale dello Yemen, un belga, un portoghese e un somalo sono stati arrestato con l’accusa di avere dei contatti con Al Qaeda. Stando al quotidiano Le Soir, il belga viveva da un certo periodo nel paese arabo ed era arrivato nella città da un altro paese. Sono tutti sotto interrogatorio.

La paura ha costretto i rabbini delle scuole ebraiche di Bruxelles e Anversa a rimanere chiuse, così come per numerosi posti di polizia.

Schiaccia qui per vedere le immagini del blitz di ieri sera (fonte: Corriere della Sera)

Giancarlo Manzi