Il lieto fine
Finalmente le due ragazze di 20 e 21 anni rapite il 31 luglio in Siria, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono ritornate a casa. Il loro aereo, un falcon dell’aeronautica militare, è arrivato alle 4 di stanotte a Ciampino dopo un volo di tre ore dalla Turchia e sono state accolte dal Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, dai loro familiari che sono arrivati in ritardo a causa di una foratura alla ruota di un’auto e, Greta, anche da due compagne delle scuole medie volontarie come lei. Il successore di Roberta Pinotti agli Esteri, poi, ha subito ringraziato tutte le forze italiane che si sono prodigate per riportarle a casa con un tweet:

Sono trascorsi 16 giorni dal messaggio telecomandato che i rapitori avevano fatto inviare alle due ragazze “Siamo Greta Ramelli e Vanessa Marzullo. Supplichiamo il nostro governo e i loro mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in grande pericolo e possiamo essere uccise. Il nostro governo ed i mediatori sono responsabili delle nostre vite”. L’incubo sembra essere finalmente terminato e le due ragazze, incappucciate e provate, dopo aver evitato stampa e fotografi, hanno chiesto di essere trasportate in un luogo dove poter riposare in attesa delle domande che in queste sta loro ponendo la Procura di Roma, dopo aver aperto un fascicolo sull’accaduto per “sequestro di persona a scopo di terrorismo”.

La storia

È opportuno ripercorrere le tappe della storia: Il 31 luglio sono rapite e successivamente appare in rete un messaggio dove chiedono di essere aiutate “vogliamo trascorrere Natale a casa”; il 31 dicembre appaiono in rete le dichiarazioni già citate che hanno fatto temere per l’incolumità delle ragazze in quanto era sembrato un ultimatum, quasi un messaggio d’addio. Secondo una fonte dell’Huffington Post vicina all’esercito libero siriano “Nella compravendita di ostaggi quelli di al Nusra sono arrivati prima dell’Isis. E questo ha fatto sì che le due italiane siano uscite vive da questa vicenda”. 

La liberazione sembra un atto di “strategia politica” da parte delle frange islamiste moderate (non le hanno decapitate bensì liberate anche se probabilmente dietro riscatto), che da mesi combattono l’Isis (Ayma al Zawahiri e Abu Bakr al-Baghdadi), all’Occidente statunitense ed europeo. Infatti ci sono stati due tweets infuocati “Questi cani del fronte Al Nusra rilasciano le donne crociate italiane e uccidono i simpatizzanti dello Stato Islamico”, ha scritto al Khilafa (simpatizzante Isis). “Forse le hanno liberate in cambio di donne musulmane detenute in Italia”, ribatte al Homeidi dal suo account twitter.

Le reazioni del mondo politico

Dalla già citata fonte dell’Huffpost non ci sono conferme sul pagamento di un eventuale riscatto ma una dichiarazione che lascia un grandissimo dubbio “una delle maggiori fonti di autofinanziamento di Nusra è quella degli ostaggi rilasciati in cambio di denaro”. Le reazioni politiche politiche sono state molteplici e molto diverse dopo la notizia del rilascio e dell’eventuale riscatto. Salvini ha dichiarato “Pare che siano stati dati ai terroristi 12 milioni di dollari per la liberazione di Greta e Vanessa. Se confermato si tratterebbe di un fatto assai grave, vista l’emergenza estremista, su cui il governo dovrebbe dare risposte esaustive”. Alla Camera era stato preceduto dalle dichiarazioni del deputato leghista Molteni “Non abbiamo mai condiviso né giustificato le motivazioni della loro missione pseudomondialista”

Se queste dichiarazioni non sono state ben accette dal web e dai commentatori, sicuramente non è stata positiva l’immagine che ha trasmesso il Movimento Cinque Stelle nei confronti del Ministro Boschi e del Governo come si nota in questo video YouTube, diventato virale sul web:

Proprio sulle reazioni negative riguardo il pagamento di un riscatto e sulla vicenda di Greta e Vanessa è intervenuto Roberto Saviano con un post facebook in cui dice: 

Ferdinando Paciolla

3 COMMENTI

  1. Sono felice che siano state liberate, però: 12M€ =
    12 mil $ = 120 missioni kamicaze su di noi (isis paga 100k$),
    Oppure, 120.000 kalashnikov ak 47,
    Oppure, 1.000.000 circa donne schiave al mercato di Mosul (12$ l’una fino a 50$). Bravi, buonisti della domenica….
    Dovevate pagarle con aiuti umanitari e medicinali, non con denaro, dementi!

  2. si ma non ho capito che cazzo ci facevano in Siria due ragazzine di 20 anni ? Si tratta di un territorio devastato dalla guerra da cui fuggono tutti gli abitanti, chi le ha autorizzate chi le ha consigliate? ma con tutte le tasse che dobbiamo pagare ci manca pure di pagare i riscatti per le cazzate di due ragazzine con il pallino dell avventura
    !

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