In vista delle prossime elezioni regionali (previste nel 2015 in Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia) il Movimento Cinque Stelle ha organizzato le consuete primarie online per scegliere le candidature a consiglieri e a governatore. Le cosiddette regionalie, votazioni online con più punti opachi che voti dati, hanno tuttavia creato non pochi malumori.

Le regole imposte dall’imperscrutabile staff di Beppe Grillo, postate sul Blog del medesimo, sono abbastanza semplici: fedina penale pulita e le solite regole sul numero di mandati per la candidatura, dopo di che le votazioni saranno due e a livello provinciale.
Già prima della prima votazione c’erano tuttavia stati brusii da parte di attivisti e commentatori del blog per le procedure, modificate rispetto a quelle delle scorse regionalie, per esempio in Veneto o in Calabria. Dopo la prima votazione, alcune polemiche hanno interessato in particolare Campania e Liguria.

Regionalie M5S in Liguria: l’affaire Russo-De Mare-Comandini

Il capogruppo M5S del Consiglio Comunale di Imperia ha, per esempio, annunciato di aver fatto richiesta di annullamento delle regionalie per il sistema utilizzato, che a giudizio di Antonio Russo sarebbe stato un errore madornale. Il consigliere aveva in precedenza pubblicamente sostenuto la candidatura di Paolo De Mare – che ha racimolato la bellezza di 31 preferenze! – ma a risultare vincitore è stato Daniele Comandini con molti più voti: ben 75. Ma Russo non ci sta e sui social si lascia andare in un invettiva contro il sistema di voto utilizzato, definendolo «istigazione a delinquere». Al di là delle buffe definizioni date dal grillino, la contestazione è legittima: secondo Russo infatti il sistema (che darebbe al votante un massimo di 5 preferenze) favorirebbe cordate di candidati che possano contare ciascuno su una quindicina di voti, a scapito di chi è meno smaliziato in un clima che, è facile capire, non è dei migliori e fanno apparire il Movimento in tutto il suo splendore di lotte intestine e sete di fama e poltrone.

«Purtroppo» – scrive Russo – «è stato commesso un errore madornale. Da un lato si vietavano le cordate ma dall’altro si concedono addirittura 5 preferenze. Questa si chiama istigazione a delinquere, ma ci siamo dimenticati di come il sistema politico, le mafie hanno finora perpetuato il loro potere? Con 3 preferenze gestivano sul territorio il mercato dei voti e noi cosa facciamo? Addirittura portiamo a 5 le preferenze. In questo modo è sufficiente che 5 candidati che dispongono di 15/20 voti si mettono d’accordo per sbaragliare la concorrenza. Se leggete con attenzione i risultati vedrete che non mi sbaglio. È vero, noi non siamo smaliziati, siamo fessi. Comunque avendo avuto sentore di bruciato ho provato, il giorno delle votazioni, a dare indicazione di voto ( ben sapendo che fosse vietato), ma non c’è stato niente da fare, la cordata era d’acciaio».

Regionalie M5S in Campania: il caso Ferrillo

I malumori interni al M5S, visibili anche nei numerosi commenti sul blog di Beppe Grillo sul post sulle regionalie, sono diffusi tanto che in Campania lo Staff supremo ha già cominciato ad utilizzare l’espulsione coatta contro chi ha criticato in passato il meccanismo delle primarie online. È il caso di Angelo Ferrillo – presidente dell’associazione Terra dei Fuochi, blogger e attivista di lunga data nel Movimento del comico genovese – colpevole di aver criticato il meccanismo di votazioni in occasione delle ultime europee e quindi sospeso con effetto immediato tramite una mail. Ma espulso da chi? È la domanda che si pone anzitutto Ferrillo, che oggi si ritrova impossibilitato a proseguire la sua corsa alle regionalie, dopo aver passato il primo turno con 104 voti online.

«Le scriviamo in nome e per conto di Beppe Grillo. Se un candidato manifesta pubblicamente, come risulta lei abbia fatto, di ritenere una “truffa” la procedura di candidatura della votazione disconosce sostanzialmente la validità della procedura […] Per questo motivo viene sospeso con effetto immediato dal Movimento 5 Stelle». Nonostante i dieci giorni di tempo per dimostrare che le motivazioni della sospensione non sono valide, in Campania non sono pochi i grillini che si sono schierati con Ferrillo considerando «antidemocratico» il provvedimento preso, che non specifica quale sia l’atto lesivo nei confronti del M5S, quale sia cioè l’accusa di truffa che egli avrebbe lanciato e che gli ha causato questa sospensione. Alla testata online Giornalettismo, il presidente di “Terra dei fuochi” si mostra sorpreso delle motivazioni generiche e vaghe contenute nella mail e disconosce la validità di un atto emesso da un organo che non ha (o non dovrebbe avere) il potere di sospendere nessuno (lo staff di Grillo). In Ferrillo si agitano il sospetto e la preoccupazione di una sospensione che impedisca di fatto all’attivista di candidarsi al secondo step delle regionalie, quello per diventare il candidato governatore del M5S.

Da parte sua c’è l’ammissione di aver criticato – in passato e nelle sedi opportune – il Movimento ma di aver rispettato il giudizio delle base: si sarebbe però trattato di un dissenso successivamente rientrato e superato dalla stessa candidatura presentata alle regionali. Insomma le violazioni per ora non saltano fuori, ma intanto resta l’impedimento reale deciso ed eseguito da parte di un organo plenipotenziario non eletto: alla faccia della democrazia diretta e della trasparenza. Come al solito.

Rifobenni

2 COMMENTI

  1. Credo che sia veramente una tristezza assoluta. Quello che all’inizio era un sogno, un’innovazione, una vera possibilità di cambiamento si è rivelata una bolla di fango marcio (non di sapone). E tutto è avvenuto solo ed esclusivamente per mancanza di buon senso, lungimiranza e realismo politico, ma soprattutto ORGANIZZAZIONE. Sbagliato tutto, il modo per scegliere dei candidati (questo è un lampante esempio), le espulsioni, la gestione del dissenso interno, l’iscrizione al partito, il mancato invio di mail e dati, gli pseudo sondaggetti farsa pilotati ad hoc. Chiunque e ripeto, chiunque, avrebbe potuto fare di meglio, sarebbe bastato un po’ di buon senso in più. E leggendo un po’ nel blog dell’abominevole insetto vedo da una parte utenti ragionevoli che capiscono che quello di questi giorni è uno degli ulteriori ed innumerevoli errori, mentre altri che dicono “5 STELLE AVANTI TUTTA”. Si avanti tutta, sempre e comunque a testa bassa. Come un tir contro un muro.

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