Charlie Hebdo fa discutere il mondo, dividendolo in due. Da una parte c’è chi grida “Je suis Charlie” e dall’altra coloro che con estrema violenza urlano “Je suis Mohammed”. Sembrano bambini viziati, all’asilo, ma questa volta si contendono qualcosa di veramente grande. Intanto negli stati arabi di religione musulmana gli estremisti sono in collera contro la vignetta satirica di Luz comparsa nel primo numero, acquistabile solo su ebay, di Charlie Hebdo, dopo l’attentato del 7 gennaio. Il profeta con una lacrima ed un cartello ha scatenato l’ira di molti che sono subito scesi in piazza. Bandiere francesi bruciate, chiese assaltate, locali distrutti, morti e feriti. Dopo i drammatici fatti in Nigeria è toccato a Grozny, capitale della Republica cecena. “La Francia non ha insultato nessuno”, precisa il presidente Hollande, “La Francia difende le sue idee e non dà lezioni a nessun paese al mondo. La Francia non accetta nessuna intolleranza e la sua bandiera è sempre stata quella della libertà”, conclude.

In nome della libertà il giornale andrà in ristampa per altre 2 milioni di volte, raggiungendo così la cifra storica di 7 milioni di copie distribuite in tutto il mondo. Tanto, per un giornale che ne vendeva 60.000. La Francia però, sulla questione, sembra divisa. Alla domanda: “Libertà d’espressione o rispetto?”, molti, non hanno ancora saputo rispondere. Il nuovo numero di Charlie Hebdo è atteso da tutti e dovrebbe uscire, secondo le ultime indiscrezioni, il 4 febbraio. Ancora non si hanno notizie, invece, sul contenuto. L’unica cosa abbastanza certa è che questa volta, a dirigere i lavori, sarà il nuovo direttore Riss. Il 48enne, all’anagrafe Laurent Sourisseau, dovrebbe essere dimesso oggi, 20 gennaio, dall’ospedale. Ricoverato in seguito al colpo ricevuto alla spalla destra durante l’attentato alla redazione. Dal 2009 era il direttore di redazione e figura storica del giornale, come racconta Gérard Biard, redattore, durante la conferenza stampa: “I patrons di Charlie Hebdo erano due. Charb e Riss. Charb non è più con noi ma Riss uscirà presto dall’ospedale e noi lo attenderemo”.