Giuseppe Fiorello torna in tv e come sempre lo fa con L’angelo di Sarajevo, una fiction forte, carica di sentimenti e soprattutto tratta da una storia vera. Martedì 20 e Mercoledì 21 gennaio alle 21.00 circa su Rai Uno andrà in onda L’angelo di Sarajevo, la storia di un noto giornalista Rai, che durante uno dei suoi reportage a Sarajevo vede cambiare la sua vita grazie ad una bambina.

Ne L’angelo di Sarajevo il giornalista si chiama Marco, e la piccola Malina.

Due cuori e quattro occhi che il destino ha voluto far incontrare e mai più separare. La storia de L’angelo di Sarajevo è collocata nel luglio del 1992, quando Marco De Luca, un uomo ferito per un matrimonio conclusosi, giornalista televisivo di successo, viene inviato a Sarajevo per raccontare l’orrore della guerra che si sta consumando. E laggiù, in un posto dimenticato da Dio, Marco incontrerà qualcuno che gli cambierà completamente la vita: la piccola Malina, una bambina orfana di dieci mesi. L’incontro avviene durante un servizio sull’orfanotrofio bombardato. Marco sente e vede nascere dentro di sé un desiderio di paternità mai provato. Con un gesto irrazionale, ma carico d’amore, decide di salvare Malina e portarla in Italia.

Ma non sempre ciò che si vuole è facilmente realizzabile, la situazione della città sotto assedio, il pericolo di un micidiale cecchino, gli ostacoli dell’ambiguo colonnello Babic e l’insicurezza di riuscire a fare il padre sarebbero stati elementi più che sufficienti per desistere, ma Marco andrà comunque avanti coinvolgendo nella sua lotta personale l’amico cameraman Romano, il driver Kemal e la giornalista responsabile dell’Eurovisione Karen, ma non solo, Marco troverà anche una validissima collaborazione nell’istituzione umanitaria di Maria Teresa Giovannelli. Sfidando ogni pericolo, Marco andrà alla ricerca dei genitori di Malina avventurandosi in un viaggio doloroso verso il villaggio di Visegrad, dove insieme a Romano e a Kemal saranno testimoni delle barbarie perpetrate dalle milizie. Lotterà fino alla fine per vincere la battaglia più grande, quella dell’amore contro la guerra.

Nella vita vera però Marco De Luca è in realtà Franco di Mare e la piccola Malina è sua figlia Stella. La fiction è infatti tratta dal suo libro “Non chiedere perché”.

Una storia vera, fatta di amore, lotta e voglia di rialzarsi. Una storia portata su pellicola grazie al caso, quello che ha fatto conoscere questa storia a Beppe Fiorello e grazie alla caparbietà di un attore che non ha mai lasciato nulla al caso, che ha sempre portato sul piccolo schermo dei prodotti di qualità e carichi di verità.

L’angelo di Sarajevo è una fiction assolutamente da non perdere, perché grazie a lei ci ricorderemo un po’ di più che cosa vuol dire amare e che cosa, per questo amore, si è disposti a fare.

Enrica Leone

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Mi chiamo Enrica Leone, sono nata a Lecco. Diplomata con maturità scientifica, ho intrapreso la carriera universitaria presso la facoltà di Giurisprudenza. Entusiasmo, iniziativa e dinamismo mi hanno da sempre spinto ad andare avanti nel lavoro così come nello studio. Adoro scrivere e questa passione mi ha portata ad intraprendere avventure di ogni genere per poter portare a casa interviste ed acquisire il giusto grado di esperienza, per rendere i miei articoli ancora più miei. Una passione che mi ha portata a pubblicare pochi mesi fa il mio primo romanzo: Basta avere coraggio, presso la casa editrice Arduino Sacco Editore. Non smetto mai di rincorrere i miei sogni ed il più delle volte questi diventano i miei obiettivi che cerco in tutti i modo di raggiungere. Alla scrittura, da poco tempo ho affiancato il lavoro di organizzatrice di eventi di beneficenza ed assistenza alla comunicazione. Mi piace il contatto con il pubblico. A detta di chi collabora con me, sono una persona estremamente precisa, metodica e puntuale. Attenta affinchè il compito affidatomi possa venir portato a termine nel miglior modo possibile e nel tempo necessario. Amo il cinema, la televisione (quella di qualità) e tutto ciò che ha a che fare con lo spettacolo ed è questo ciò di cui mi occupo.