Dal 23 al 26 Gennaio si accendono su Bologna i riflettori del mondo dell’arte. La cultura sceglie per un weekend il capoluogo emiliano come sua capitale europea e da sfoggio di sé nel mastodontico programma di ArteFiera che animerà la città in lungo e in largo.

L’edizione 2015, la seconda curata dalla coppia Claudio Spadoni-Giorgio Verzotti, presenta numeri considerevoli: 188 gallerie e 216 espositori, cifre incrementate del 10% rispetto all’edizione dello scorso anno e del 30% rispetto a quella del 2013. Inoltre, come ormai da tradizione, il programma di ArteFiera non consta solo degli stand del polo fieristico, ma si snoda attraverso gli oltre 200 eventi ancillari che andranno in scena in altrettanti spot dell’arte cittadina sotto il marchio Art City (progetto curato da Gianfranco Maraniello, direttore del MAMbo). Il gran finale della porzione di programma che vuole instaurare un dialogo diretto con la città di Bologna anche al di fuori del quartiere fieristico sarà poi Art City White Night, la notte bianca dell’arte, in cui gallerie e spazi espositivi resteranno aperti oltre gli orari di chiusura dei padiglioni.

Oltre a quello con la città, il dialogo su cui la curatela di ArteFiera punta è quello tra l’estetica moderna e quella contemporanea, onde creare un fil rouge tra il glorioso passato della Bologna dei Carracci e Giovanni da Modena e il presente segnato dalla sperimentazione e da un avanguardismo ormai certificato e storicizzato.
Il prestigio di ArteFiera è dato anche, infatti, dal ruolo storico che essa riveste: nata nel 1974, è stata la prima fiera d’arte moderna e contemporanea a sorgere in Italia, ereditando a distanza di pochi anni il valore rivoluzionario delle prime fiere europee di area germanica (Colonia e Basilea).

Il concetto di internazionalizzazione è uno dei principi granitici delle fiere d’arte di successo, come testimoniato anche dal boom del modello fieristico nella declinazione postmoderna e globalizzata del sistema infrastrutturale dell’arte contemporanea. Così come ArtBasel ha inaugurato i suoi distaccamenti di Hong Kong e Miami, infatti, ArteFiera dal 2007 ha aperto una sua sezione a Shanghai, e in nuce, per l’edizione di quest’anno, c’è uno dei progetti dal respiro internazionale più interessanti del programma: Too early, too late. Middle East and Modernity, che stazionerà alla Pinacoteca Nazionale fino al 12 aprile e offrirà, sotto la curatela di Marco Scotini, una finestra sull’universo artistico mediorientale.

Questo è solo uno dei main events previsti dal programma di ArteFiera 2015, che, partendo dal concetto di “museo diffuso” propugnato dalla sua direzione, mira ad accordare in maniera sinergica e capillare gli stand fieristici e gli spazi espositivi off, non limitandosi a presentare ed esporre la cultura ma anche a crearla e legittimarla.

Cristiano Capuano