Per gli statali procedimenti più veloci ed efficaci. La norma rientra in un emendamento al Dl di riforma della Pa presentato dal relatore Giorgio Pagliari del Pd. Quindi il governo va nella direzione di inasprire le attuali regole sui licenziamenti, regole che sono già state introdotte dall’allora ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ma che, come riconosciuto dallo stesso, molto spesso vengono vanificate da ritardi e ostacoli che si frappongono lungo il cammino di un procedimento che dovrebbe fare della rapidità d’azione la sua ragion d’essere. Il tutto, nelle parole del ministro Madia, per allontanare i “fannulloni” dalla Pa, un allontanamento che oggi richiede troppo tempo ed energie. Difatti, tra i criteri della delega al governo, vi è quello di introdurre norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti “finalizzate ad accelerare e rendere concreto l’esercizio dell’azione disciplinare”. Il ministro Madia però ha tenuto a precisare che le novità in discussione riguardano solo i licenziamenti legittimi in quanto per quelli illegittimi vale sempre e comunque il reintegro.

Una stretta che, se efficacemente applicata, potrà far sentire i suoi effetti. Propedeutico a tutto ciò è la semplificazione del sistema di valutazione in base al quale premiare i dipendenti più meritevoli e nel quale i dirigenti ovviamente avranno un ruolo determinante. A questo proposito la valutazione della fascia dirigenziale sarà decisiva e le carriere saranno sempre più legate alle valutazioni positive o negative ricevute e non, come accade ora, in base agli automatismi di carriera. Correlata alla stretta è l’imposizione di tetti retributivi per i vertici dell’amministrazione statale, anche se tali limiti non sono stati ancora precisati nella sostanza. Le novità per i dirigenti non si fermano qui: i curricula saranno monitorati in una banca dati gestita dalla Funzione pubblica, nella quale dovranno confluire ed essere resi pubblici, i profili professionali e gli esiti della valutazione ricevuta per ciascun incarico; la responsabilità amministrativo-contabile viene limitata agli atti di sola gestione escludendola per quelli che sono stati emanati in attuazione dell’indirizzo politico-amministrativo, determinato, come sappiamo, dagli organi politici di vertice dell’ente; tre saranno i ruoli unici, (statale, regionale ed enti locali) dai quali verranno selezionati, a seconda dei casi, per rivestire incarichi di diversa natura, con l’importante precisazione che qualora non siano chiamati per due anni consecutivi potranno essere licenziati.

Per quanto riguarda i dipendenti, oltre alle novità in materia di procedimento disciplinare, ve ne sono altre che tendono a stabilizzare il personale precario, dal momento che gli stessi avranno una corsia preferenziale nei concorsi. Nei procedimenti di selezione pubblici avrà sempre maggior peso l’esperienza di coloro che hanno avuto rapporti professionali con la Pa, incluse le collaborazioni coordinate e continuative. Anche per i dipendenti il procedimento di valutazione sarà semplificato e, come per i dirigenti, sarà legato al merito. Ci saranno distinti sistemi di valutazione per i risultati raggiunti dalla singola amministrazione o dal singolo lavoratore. Prevista anche una stretta sulle assenze per malattia. L’intera procedura verrà riorganizzata e i controlli dovrebbero essere effettuati dall’Inps, che, dal canto suo, si è già dichiarato disponibile. Oggi invece i controlli vengono effettuati dalle Asl che, più degli altri settori pubblici, sentono il peso della riduzione delle risorse. L’Istituto di previdenza invece si è detto pronto a provvedervi con la metà degli stanziamenti attuali e con efficacia assicurata da un sistema informatizzato.

Novità anche per gli enti locali. Le comunicazioni di dati e informazioni che gli enti territoriali sono oggi tenuti a trasmettere alle amministrazioni centrali saranno razionalizzate e soprattutto concentrate in ambiti temporali definiti, evitando di avere come punto di riferimento l’intero anno solare, con le incertezze le dilatazioni dei tempi che ne derivano.

Francesco Romeo