E’ un sindaco molto meno impacciato quello che si è visto ieri al Consiglio Comunale rispetto agli atteggiamenti di inizio legislatura, quando Enzo Brasiello si muoveva in punta di piedi, quasi a disagio con le nuove responsabilità che la cittadinanza gli aveva affidato. Ormai sembra che l’evoluzione politica sia completa, e ieri Brasiello ha a più riprese alzato i toni per chiarire la situazione del consiglio comunale. “Se non c’è condivisione del progetto si torna a casa” spiega perentoriamente il sindaco, nel giorno della famosa e attesa verifica della maggioranza in consiglio.

Il principale punto all’ordine del giorno era l’approvazione del nuovo Statuto Comunale, passato con 9 voti favorevoli e 6 contrari. Ma più di due ore di discussione si sono incentrate sui fatti di dicembre quando, come confermato a più riprese dai consiglieri comunali, è stato sventato all’ultimo minuto un tentativo di rovesciamento della maggioranza che aveva come principale promotore il gruppo politico del Movimento Popolare Campano, rovesciamento poi sventato dal gruppo dei Moderati e dal suo coordinatore Aldo Chiacchio. E’ stata una serata dura per il consigliere Ruggiero, chiamato in causa a più riprese sia dalla maggioranza che dall’opposizione, e per il consigliere Landolfo chiamato ad assumersi le proprie responsabilità su quanto avvenuto a dicembre.

Fino a ieri erano solo voci, ma le testimonianze dei consiglieri Rennella, Di Bernardo e Iovine hanno confermato quanto ormai si raccontava in piazza. Il 23 dicembre, su proposta dei consiglieri Ruggiero e Faccenda, 9 consiglieri comunali avevano appuntamento per recarsi dal notaio e firmare le dimissioni di massa che avrebbero decretato la fine dell’esperienza amministrativa di Brasiello. I consiglieri erano Ruggiero e Faccenda del Movimento Popolare Campano; Di Bernardo, Miele e D’Errico per il gruppo dei Popolari per l’Italia; Rennella per il gruppo di Idea Civica; e Landolfo e Cimmino per il gruppo dei Moderati per Grumo Nevano. All’appuntamento, a quanto dicono i consiglieri, è alla fine mancato l’apporto del gruppo dei Moderati per Grumo Nevano, sventando de facto il tentativo di sfiducia al sindaco. Landolfo si difende, esponendo la propria posizione “responsabile” e parlando di una programmazione senza mai specificare questa quale sia, come fattogli notare anche dal consigliere Di Bernardo. Di Bernardo, Rennella e Iovine non risparmiano nulla al capogruppo dei Moderati, spiegando che questi fino all’ultimo avevano dato la loro disponibilità, anche “durante un precedente consiglio comunale” in cui raccontava le lamentele dei cittadini circa l’amministrazione e dava la propria disponibilità a sfiduciare il sindaco. “Non c’è nulla di male nel cambiare idea – spiega Iovine – ma almeno si chiarisca la propria posizione“. L’opposizione, infatti, accusa il gruppo dei Moderati di essere ormai una stampella per l’amministrazione e di non far più parte dell’opposizione.

Serata ancora più dura, invece, per Ruggiero che oltre ai duri attacchi fatti dall’opposizione, che l’accusano di incoerenza visto che non ha poi confermato la propria posizione contraria all’amministrazione ma, anzi, ha addirittura votato in concerto con questa contro le mozioni dell’opposizione, è stato anche attaccato dal suo collega di maggioranza Carmine D’Aponte, capogruppo di Progetto Comune, che chiede pubblicamente chiarimenti al consigliere, che non sono arrivati, e che per la prima volta abbandona quel suo ruolo di mediatore trai consiglieri di maggioranza e la giunta. Il Segretario del Partito Democratico, Tammaro Gervasio, invece, rivendica l’unità della maggioranza ma chiede l’avvio di “una verifica interna” per risolvere eventuali contrasti, confermati anche dal sindaco, con il gruppo di Faccenda e Ruggiero e operare quel “cambio di passo” più volte annunciato e non ancora messo in pratica.

Il dato politico che si può estrapolare dal consiglio è chiaro ed eloquente: il tentativo di ribaltone, nonostante le smentite, c’è stato ed ha visto protagonisti consiglieri che si sono poi tranquillamente seduti trai banchi della maggioranza pronti a votare le mozioni della stessa con cui “non hanno nulla a che fare“. Se il Sindaco vuole portare avanti il suo mandato e, finalmente, imprimere quell’accelerazione nella sua opera deve assolutamente e velocemente chiarire la posizione dei due consiglieri e quella del gruppo dei Moderati, per infondere sicurezza e stabilità alla città e all’amministrazione e imprimere quel cambio di passo che chiede egli stesso alla sua maggioranza.

Francesco Di Matteo