Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dedicato gran parte del suo sesto ed ultimo Discorso sullo stato dell’Unione ad un nuovo capitolo che si apre per gli USA ed alla fine della recessione: “Questi primi 15 anni del nuovo secolo – ha ricordato – sono cominciati con un attacco terroristico sulle nostre coste, sono proseguiti con due guerre lunghe e costose, e siamo stato colpiti da una terribile recessione. Ma stasera voltiamo pagina: grazie a una economia in crescita siamo più liberi di qualsiasi altra nazione al mondo di scegliere il nostro futuro e stabilire che cosa vogliamo diventare nei prossimi 15 anni, e poi nei decenni futuri. L’ombra della crisi è passata e lo stato del paese è forte”.

Oltre ad evidenziare quella che è la forza e la libertà dei cittadini americani, il Presidente ha anche attaccato le lobby che, a suo dire, hanno usufruito di vantaggi fiscali ingiusti ed hanno contribuito a rendere ancora più gravosa la crisi: “Vogliamo forse una economia che permetta soltanto a pochi di arricchirsi in modo spettacolare? O vogliamo impegnarci a realizzare un modello economico che porti ad aumenti generalizzati di reddito e dà opportunità a chiunque faccia uno sforzo? Non possiamo accettare un’economia che dia vantaggi enormi solo a pochi, ma bisogna impegnarsi per un’economia che generi un aumento dei redditi e delle possibilità per tutti”.

Le sue parole sono state accompagnate anche da proposte concrete tra cui alcuni sconti fiscali proposti dalla Casa Bianca per le famiglie che lavorano:
-Deduzione di 3mila dollari all’anno per ogni figlio
-Università pubblica gratuita per alcune categorie di studenti
-Determinati tipi di pagamento dei giorni di assenza per malattia.

Queste iniziative, sempre secondo il residente, dovrebbero essere finanziate con una “stangata” da 320 miliardi di dollari in 10 anni sui super-ricchi. La Casa Bianca, infatti, chiederà aumenti dal 23,8 al 28 per cento i capital gain per le famiglie che guadagnano più di mezzo milione di dollari all’anno e oltre che l’eliminazione di alcuni sotterfugi utilizzati dai più ricchi al fine di evitare, grazie i trust fund, le tasse di successione.

Il Presidente Obama, chiaramente, ha affrontato anche l’argomento terrorismo affermato d’avanti ad oltre 40 milioni di americani “In Iraq e in Siria la leadership degli Stati Uniti e l suo potere militare stanno fermando l’avanzata dell’Isis. Invece di essere trascinati in una nuova guerra sul terreno, stiamo guidando una ampia coalizione, di cui fanno parte anche nazioni arabe, con l’obiettivo di indebolire e poi distruggere il gruppo terrorista. Stiamo anche appoggiando l’opposizione moderata in Siria e aiutando chiunque nel mondo si ribelli alla fallimentare ideologia della violenza estremista. Questo sforzo richiederà tempo e concentrazione, ma avrà successo” ha inoltre chiesto al Congresso ”di approvare una risoluzione che autorizzi l’uso della forza contro l’Isis”.

Obama ha avuto anche il tempo per sdrammatizzare sottolineando come non abbia più nulla da perdere: “Non devo fare piu’ campagne elettorali. Ne ho vinte gia’ due”.

Fonte: Repubblica.it

Fabio Palmiero