Vittorie esterne per San Antonio e Oklahoma City rispettivamente a Denver e Miami, nelle uniche due partite in programma nella notte. Prosegue dunque il momento positivo per le due franchigie che nelle ultime tre stagioni si sono contese la Western Conference e che adesso, invece, devono risalire la china.

Kawhi Leonard (23) e Wilson Chandler (27) si contendono un possesso

FATTORE KAWHI – La prima parte di regular season dei San Antonio Spurs non è stata da San Antonio Spurs, occupano la settima posizione ad ovest e hanno un vantaggio di 5 vittorie sulla zona playoff. I motivi principali sono gli infortuni, troppi e costanti, che non hanno permesso a Popovich di schierare mai lo stesso quintetto per due partite di fila. Uno dei grandi assenti è stato senza alcun dubbio Kawhi Leonard, Mvp delle Finals 2014 e futuro uomo franchigia dei texani, tornato arruolabile dopo aver saltato le ultime 15 partite (18 in totale) per un problema ai legamenti della mano. Senza di lui gli Spurs hanno totalizzato un record di 9-9 (50% vittoria) rispetto a un 18-9 con il numero 2 in campo. I numeri possono dire molto come possono dire nulla, perché vanno sempre contestualizzati, però è innegabile che nel sistema di Popovich il nativo di Riverside occupi un ruolo fondamentale. Dal suo ritorno in campo venerdì scorso contro i Blazers, tre vittorie in altrettante uscite per San Antonio che adesso dovrà accelerare, perché dietro Thunder e Pelicans spingono.
109-99 @Denver. Con il Gallo ancora assente (tornerà in campo venerdì contro Boston) e Mozgov emigrato in Ohio, parte in quintetto Nurkic per i Nuggets. Brian Shaw punta sul bosniaco e su Faried per mettere in difficoltà internamente gli Spurs, e quanto meno fino all’intervallo ci riesce (23 punti in due). Nel terzo quarto sale in cattedra un fino a quel momento sonnecchiante Duncan che, dopo aver chiuso il primo tempo a 0, mette 9 punti e insieme a un ottimo Baynes riesce a tenere botta. Lo strappo della partita si ha a inizio quarto periodo, grazie a due triple di Leonard e ai soliti e intramontabili Duncan e Parker che conducono a un vantaggio di 13 lunghezze che Denver non sarà più in grado di riprendere. Quarta vittoria consecutiva per San Antonio.

La schiacciata di Kevin Durant che occupa la prima posizione nella top 5 della notte

OKC’E – Prosegue il momento positivo dei Thunder che si impongono alla Triple A di Miami, portano a casa la terza vittoria consecutiva e scollinano per la prima volta in stagione oltre il muro del 50% di vittorie (0.512; 21-20). Gli Heat dopo un ottimo inizio di gara, faticano offensivamente nella ripresa e naufragano sotto i colpi di Durant e Westbrook. E intanto, perdono anche Deng e Whiteside che hanno avuto dei problemi nel corso del match e che non saranno disponibili per l’insidiosa trasferta di Charlotte, che medita l’aggancio in classifica.
Dopo un inizio difficile dei Thunder con Westbrook che fatica a entrare in ritmo (4 punti nel primo quarto), tocca Anthony Morrow fare da insolito pastore del gregge e grazie ai suoi 10 punti tra la fine del primo e l’inizio del secondo quarto, tiene a galla i Thunder, che avevano intanto toccato -9. L’infortunio di Whiteside e il parziale di 12-0 dei Thunder danno un ribaltone alla partita. Nel secondo tempo, Westbrook e Durant accelerano pesantemente e Miami fatica a restare aggrappata al match per la scarsa incisività dei suoi al ferro, il solo Bosh non basta. Nell’ultimo periodo si sveglia Wade (chiuderà con 18 punti) che con l’aiuto di Birdman riporta a -2 Miami a 3’38’’ dalla sirena, infiammando l’American Airlines Arena e creando l’illusione di una possibile rimonta. Illusione spezzata da Westbrook che guida un allungo che arriverà a toccare la doppia cifra dopo la schiacciata di Adams. Finisce 94-86 per i Thunder che continuano dunque la loro scalata in cerca di un posto ai playoff.

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Michele Di Mauro