Era attesa per oggi la sentenza, presso la seconda sezione penale del tribunale di Salerno dove sarebbe stata emessa, salvo clamorosi colpi di scena, a carico di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno. Coinvolti anche Domenico Barletta e il Project manager Alberto Di Lorenzo, accusati a vario titolo di peculato e abuso d’ufficio relativamente alla realizzazione dell’impianto di raccolta dei rifiuti di via Cupa Siglia. De Luca è stato condannato ad un anno, per abuso d’uffucio (caduta l’ipotesi di peculato, ndr), per il processo termovalorizzatore, chiusosi oggi al secondo piano di Palazzo di Giustizia. Alle 19 e 15 la giuria è uscita dalla camera di consiglio per la lettura del dispositivo.

L’inchiesta è nata da un esposto anonimo arrivato in procura, secondo il pm, l’ex capo staff di De Luca “non aveva titoli di laurea per svolgere quell’incarico, inoltre ha solo messo la firma sul frontespizio del progetto”. Nella giornata di oggi, in tarda mattinata, verso le 13:00, la camera di consiglio si è riunita con i 13 giudici per emettere la sentenza a carico di De Luca. Se la sentenza è questa potrebbe scattare la Legge Severino.

Sempre oggi, poi, il Sindaco di Salerno e candidato alle primarie campane del Partito Democratico, che salvo l’ennesimo rinvio, dovrebbero tenersi il primo giorno di febbraio, ha dichiarato che la sentenza non influenzerebbe la sua candidatura. Ha detto di voler naturalmente “rispettare la legge, rigorosamente”, ma rivendica le sue azioni: “rifarei tutto dall’inizio alla fine”, quindi “rispetto massimo per la magistratura e la sua certezza” ma pensa di “aver agito per il bene del mio territorio”. Nell’intervista rilasciata a Repubblica ha spiegato di non provare “nessun imbarazzo, anzi, sollecito una discussione pubblica e di merito, l’accensione dei riflettori su queste vicende, legate tutte a problemi di trasformazione urbana e di lavoro”, dice, aggiungendo poi: “il groviglio burocratico amministrativo è tale da esporre continuamente gli amministratori”.

Intanto a Salerno c’è da segnalare un cambio nell’organigramma amministrativo del Comune, il primo cittadino ha nominato quale vicesindaco il suo stretto collaboratore Enzo Napoli, il quale subentra ad Eva Avossa che, comunque, mantiene la carica di Assessore alla Pubblica Istruzione. Percorso che si ferma qui per l’assessore al Turismo Enzo Maraio, che resta nello staff di De Luca, ma per lui, secondo indiscrezioni, si apre la partita per il Consiglio Regionale.

Questione primarie: Sul caso il PD sta ragionando sulla sentenza del Sindaco De Luca che da condannato potrebbe cambiare tutte le carte in tavola. I dirigenti romani del Partito non vorrebbero la sua candidatura e sarebbero pronti a sfruttare la sentenza per creare il caso. Da Napoli, invece, la prospettiva è bloccare la candidatura dall’alto per ottenere un proprio uomo: Cozzolino, oppure nel caso estremo uno tra Lello Topo e Antonio Marciano. Primarie, quindi rinviate? La segreteria dovrà decidere cosa fare, se accettare la candidatura di Gennaro Migliore e, quindi, svolgere l’evento democrat il 15 febbraio, dopo l’elezione del Presidente della Repubblica.

Aggiornamento:

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.