NAPOLI – Che esista l’arte della medicina si sa. Che esista un museo dedicato ad essa, forse si sa un po’ meno. Il museo in questione è il Museo di Arti Sanitarie, sito a via Maria Longo nel centro storico della città. Facente parte dell’originario corpo architettonico cinquecentesco, è sede dell’ex Monastero delle Convertite ― meglio note come le Pentite, perché erano prostitute redente ― con un ampio scalone in piperno che dà sul cortile dell’Ospedale degli Incurabili. Sullo scalone inoltre c’è un curioso pozzo detto “dei pazzi” per ricordare la presenza dei pazzi all’interno dell’ospedale. Queste e altre curiosità, che dicono molto sulla storia del popolo partenopeo, si possono ascoltare attraverso una visita guidata che spiega le arti mediche del tempo, gli strumenti utilizzati e il rapporto del popolo napoletano con le arti mediche, unito sempre ad una certa dose di esoterismo. Il museo ad oggi è provvisto di una biblioteca e quattro sale espositive dove sono presenti una collezione privata di libri, strumenti medici ma anche donazioni e beni di carattere storico-sanitarie. L’idea di creare un museo degli Incurabili non è così moderna. Già alla fine del XIX secolo, infatti, venivano organizzati percorsi museali. Particolare rilevanza, ebbe la Farmacia Storica degli Incurabili, che già all’epoca aveva perso il suo ruolo per tradursi in vera opera d’arte. Ad oggi è tra le maggiori bellezze del complesso museale. All’interno si respira un’aria magica ed esoterica: da una parte l’arte perfetta delle scienze, dall’altra quell’alone di mistero che avvolgeva il luogo negli anni della Napoli superstiziosa. Molti erano i malati che pregavano e facevano riti per scongiurare malattie ed epidemie. Tanta storia c’è tra quelle mura e diversi sono gli eventi che provano a darle vita. Tra questi, “Cronache da una città dolente” organizzato dall’Associazione Culturale Kaire Arte Capri per sabato 31 Gennaio 2015, ispirato alle lettere scritte in occasione del colera del 1884 dal medico e scrittore Axel Munthe. L’evento metterà in evidenza gli orrori della miseria e le contraddizioni della città partenopea nel tentativo di rendere vivo quel “ventre di Napoli” così ben raccontato nell’omonimo libro di Matilde Serao. L’originalità dell’evento sta nell’unire l’aspetto scientifico a quello teatrale. Infatti, oltre alla visita guidata al Museo e alla Farmacia Storica degli Incurabili, seguirà lo spettacolo teatrale che dà nome alla mostra “Cronache da una città dolente”, scritto ed interpretato da Mario Staiano e Marco Multari. Ancora un’iniziativa che mette in risalto le caratteristiche peculiari della cultura partenopea, in uno scenario completamente nuovo ed originale.

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Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti.

Contributo per il restauro della Farmacia Storica 15,00 euro a persona.

Info e prenotazioni:

dal lunedì al venerdì

dalle ore 9.00 alle 13.30

tel. 081/440647 – 3395446243

email: info@ilfarodippocrate.it

web: www.museodelleartimediche.it

pagina facebook: https://www.facebook.com/events/905648102799087/?fref=ts

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.