A pochi giorni di distanza dalle elezioni greche il leader di Syriza ha infiammato la piazza e, insieme a Pablo Iglesias di Podemos ha annunciato: “Prima prendiamo Atene. Poi prenderemo Madrid”. All’appello manca Roma, nonostante la brigata kalimera. Si vota il 25 gennaio e il risultato potrebbe cambiare le carte in tavola in Europa.

Da una parte Syriza, dall’altra Podemos, l’Europa dell’austerità è avvisata: Tsipras e Iglesias lasciano intendere che non faranno sconti a nessuno, in Grecia il partito Syriza è in testa ai sondaggi e, dall’ultima rilevazione effettuata, il distacco dal partito di governo Neo-Demokratia sarebbe addirittura di 6 punti percentuali. L’obiettivo di Alexis Tsipras è quello di ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento, ma per farlo deve raggiungere il 37% dei voti. La piazza di ieri era stracolma, quasi a suggerire che Syriza potrebbe effettivamente vincere, nelle strade di Atene, invase da un’onda di persone durante le manifestazioni anti-austerity, ieri si cantava Bella Ciao. Un segnale chiaro, quello della forte volontà di rinascere e tirare fuori il proprio paese dall’incubo dell’austerità.

Il discorso di Tsipras è concentrato soprattutto sul programma elettorale, anche se non risparmia le stilettate a Samaras e Mario Draghi, il quale ha garantito che il programma di Quantitative Easing riguarderebbe anche la Grecia se e solo se il Paese lascia la Troika lì dov’è. Ma il leader di Syriza è molto chiaro: rinegoziazione del debito, cambiamento all’interno del perimetro comunitario, stop ai Memorandum firmati dai governi precedenti. Il contrario di quello che ha chiesto il numero 1 della BCE, ad Atene si fa sul serio: addio alla Troika e fine del commisariamento della Grecia.

Un programma che spaventa l’establishment oligarchico dell’Europa, ma Tsipras ci tiene a rassicurare i greci: “Si sono attaccati al potere puntando alla paura (Samaras, ndr). Mai un premier greco era sceso così in basso, parlando male della sua patria”. Ha continuato spiegando che il suo governo si “impegnerà a garantire i depositi bancari, le pensioni e le sovvenzioni agricole, a bloccare le aste per le prime case”.

Gli obiettivi principali sono sostanzialmente due: la lotta alla povertà e il rilancio della crescita, entrambi perseguiti attraverso la negoziazione delle condizioni di credito accettate dal precedente governo e contenute nel Memorandum che, come annunciato da Tsipras, ha intenzione di cambiare. Il Piano di Ricostruzione Nazionale da 12 miliardi di euro è quello su cui punta di più il leader di Syriza, concentrato sulla realizzazione di quattro pilastri, tra i quali la ristrutturazione del sistema politico greco, l’abolizione dell’immunità parlamentare, riorganizzazione regionale dello Stato.

“Uniti nessuno può fermarci – ha detto Tsipras -. Domenica aiuteremo il sole a sorgere sulla Grecia. Sarà la fine di un sistema corrotto. Torna la democrazia. Dateci la forza per metter fine al memorandum della catastrofe e della barbarie”. L’attacco a Samaras. “Il premier Samaras è disperato, sperava che la Banca centrale europea avrebbe preso una decisione contro la Grecia”, ha spiegato Tsipras. Quasi sicuri della vittoria, il leader di Syriza si è lasciato andare spiegando di voler mettere fine alle ingiustizie e alla povertà, di risollevare le sorti della sanità pubblica e dell’istruzione affinché vincano quei “ragazzi greci che sono stati costretti ad emigrare, e oggi non hanno i soldi per tornare a votare”.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.