“TRACCE DI CULTURA”: recensione mostra “Shepard Fairey-Obey” a Napoli, museo Pan, Palazzo delle Arti, dal 6 dicembre 2014 al 28 febbraio 2015

 

Una mostra di grande successo è in corso al Museo Pan, palazzo delle arti, a Napoli, dedicata all’artista contemporaneo Shepard Fairey detto Obey, un artista che ha continuato la rivoluzione della Street art di Andy Warhol e l’ha ancora di più sublimata e specchio del mondo attuale.

La sua carriera è iniziata nel 1989 con l’affissione sui muri di adesivi della sua prima opera intitolata “The giant has a posse”, quando disseminò questi manifesti adesivi raffiguranti il lottatore di wrestling Andrè “The giant”. Così iniziò la sua carriera che subito incuriosì per il forte impatto sociale delle sue opere. Ora Napoli gli dedica una personale meritatissima attraverso questa mostra che sta già riscuotendo grande successo e incuriosendo chi non aveva mai sentito parlare di Obey.

La mostra è organizzata dall’associazione milanese “password onlus” in collaborazione con l’assessorato alla cultura e il turismo del Comune di Napoli e curata da Massimo Sgroi. L’artista Obey ha scelto il volto del presidente USA Barack Obama come icona dei nostri tempi, dei tempi che cambiano; durante la campagna elettorale, la prima, del 2008, l’artista Obey attaccò sui muri in quadricromia il volto nero di Obama e sui manifesti vi aggiunse parole chiave come “hope”(speranza), e “change”(cambiamento); naturalmente i manifesti erano stati affissi illegalmente come vuole la legge della Street art e i manifesti non avevano nulla a che fare né erano supportati dal comitato elettorale del presidente Obama; tuttavia una volta eletto il Presidente inviò a Obey una lettera per ringraziarlo di aver fatto parte del “progetto”.

Da lì la carriera di Shepard Fairey-Obey ha preso il volo e ha proseguito la sua ascesa personalizzando sempre di più il suo stile che resta “visionario” dei tempi moderni. Il suo punto di forza è la potenza del linguaggio che usa per far arrivare il messaggio, la comunicazione immediata è la sua forza, una forza primitiva che è il suo mezzo di comunicazione, questa forza visiva che annulla il banale e punta tutto sul tratto deciso e irriverente, l’oggetto stesso dell’opera è il tramite potente del messaggio per arrivare a chi osserva le sue opere, è il sovrapporsi di immagini e forme che subito portano al messaggio da trasmettere.

La mostra al museo Pan ospita circa 100 opere dell’artista Obey e parecchi pezzi provengono da collezioni private italiane e straniere. Shepard Fairey-Obey è uno degli artisti più influenti dell’arte contemporanea, un artista indagatore dei fenomeni sociali che lui imprime con il suo stile diretto, un artista che sviluppa e semplifica le tematiche che girano nel mondo rendendole chiare e nette; lui concepisce la sua arte come un continuo scambio tra lui e chi osserva le sue opere; il suo obiettivo è far riflettere sui suoi lavori e sul loro messaggio per poi rilanciarlo attraverso chi è interessato alla sua arte: ecco che cosa intende lui per scambio, una riflessione visiva e per Obey uno stimolo a continuare su questo cammino. Certamente una mostra da vedere perché contiene un qualcosa di sorprendente che non può sfuggire al visitatore.

Daniela Merola