È davvero possibile una coalizione anti-nazareno che possa proporre un nome alternativo per il Quirinale? Sembrerebbe di no, nonostante gli auspici dell’asse di sinistra Vendola-Civati.
Il governatore pugliese e l’eterno dissidente del PD hanno infatti ad unisono chiesto uno sforzo, a tutti coloro che oggi si oppongono a parole al patto tra Renzi e Berlusconi, per trovare insieme un quirinabile sul quale convergere, che possa avere numeri, credibilità e rappresentatività tali da spingere il PD ad un dibattito parlamentare serio. Nelle intenzioni di Pippo Civati c’è infatti il tentativo di portare al di fuori dell’area delle larghe intese, almeno per la partita quirinalizia, il numero di parlamentari democratici necessario ad evitare un’elezione imposta dal compromesso con il centrodestra. Nichi Vendola si spinge oltre, chiamando espressamente a raccolta il Movimento Cinque Stelle, indispensabile allo scopo, e “tutte le forze che amano la Costituzione“.
Il patto del Nazareno è la cosa più sporca e opaca che c’è oggi sulla scena pubblica italiana” incalza Vendola, che in un primo momento aveva avanzato il nome di Prodi, “non può essere il marchio di fabbrica dell’inquilino del Quirinale“.

Difficile pensare che l’asse si possa estendere a Lega Nord e Fratelli d’Italia, tuttavia anche l’alleanza di scopo tra l’asse di sinistra e i grillini non sembra cosa facile. La risposta dei cinque stelle è stata infatti piuttosto gelida: da parte di Roberto Fico, membro del direttorio M5S, solo l’annuncio di voler proseguire lo schema annunciato e aspettare dunque una rosa dei nomi accettabili da parte del premier e dal partito di maggioranza, sul quale poi indire una votazione online nel blog di Beppe Grillo. “Noi siamo il fronte anti-nazareno da più di un anno e lavoriamo per questo: ben venga Sel” prosegue il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, “però sappiamo che loro appartengono a quella cultura dei giochi di Palazzo“.

Tutti attendono dunque le mosse del Partito Democratico, che lunedì alle 9 si riunirà per decidere quanti e soprattutto quali nomi proporre alle altre parti in gioco. Il Nuovo Centrodestra fa un passo indietro sul paletto inizialmente imposto: secondo Alfano sarebbe infatti “velleitario e arrogante” non accettare un nome proveniente dal PD. Il nome di Antonio Martino, che doveva essere il candidato di bandiera nelle prime tre chiamate, già sfuma nonostante gli apprezzamenti della Lega. La tessera numero due di Forza Italia ed ex-ministro della Difesa dei governi Berlusconi si è infatti chiamato prontamente fuori dalla corsa, auspicando piuttosto un nome condiviso che esca fuori proprio dai partiti del Nazareno.

A chiamarsi fuori è anche uno dei papabili più quotati, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che sulla scia di Draghi ha dichiarato di stare bene dove sta.

Roberto Davide Saba

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Roberto nasce a Cagliari nel 1988, studia Giurisprudenza nell'università della sua città e con entusiasmo si butta nella sua prima esperienza come giornalista e vignettista per Libero Pensiero. Le sue passioni sono il disegno e la lettura. Tra i suoi interessi ci sono la politica, il diritto, l'arte e la cultura.