Il partito Syriza di Alexis Tsipras vince le le elezioni in Grecia, con una percentuale che sarebbe compresa tra il 36 e il 38%, come dichiara in diretta la testata giornalistica Repubblica. Qualcuno ci sperava e qualcuno ne temerà sicuramente le priorità, ma ad ora sembra essere sempre meno discutibile la maggioranza degli elettori che appoggiano le linee conflittuali verso le politiche di austerità inflitte dalla Troika in Europa.

Il secondo partito a classificarsi ad urne chiuse, secondo i primi exit poll, è quello di Nuova Democrazia che avrebbe riscosso tra il 23% e 27%, con a capo Antonis Samaras, l’attuale premier che durante la giornata elettorale ha ceduto a far polemiche circa la divulgazione illegale di prime statistiche, quando le urne erano ancora aperte, chiedendo inoltre un intervento della magistratura.

Terzi a pari merito sarebbero il partito neonazista Alba Dorata e quello di centrosinistra To Potami, con pochi voti compresi tra il 6% e l’8%. Supererebbero la soglia di sbarramento del 3% sufficiente ad entrare in Parlamento il partito comunista KKE e quello socialista Pasok, insieme al partito di centrodestra Greci Indipendenti, ma non quello di centrosinistra Kinima.

Dati ancora da ufficializzare, come precisano le tv direttamente dalla Grecia; ciononostante oggi il paese “sta facendo la storia” avendo riposto la fiducia del voto in un partito che ha smosso l’attenzione pubblica favorendo l’ondata di cambiamento che mancava al volto della sinistra europea. Secondo le seguenti statistiche suggerite, non ancora ufficiali, il partito di Tsipras potrebbe aver ottenuto la tanto sperata maggioranza assoluta, con l’acquisizione di seggi che supererebbero i 151 su 300. E stando ai dati forniti, sembra irremovibile l’idea di recuperare il senso di giustizia sociale e democrazia nei confronti della cittadinanza afflitta dalla povertà.

Sono stati 19.449 i seggi aperti per un totale di quasi 10 milioni di elettori, un terzo dei quali vota nella regione Attica. L’affluenza sembra essere sicuramente superiore rispetto alle elezioni politiche del 2012, che arrivò a poco più del 60%, e come rilasciato da un comunicato del ministro degli Interni a fare la differenza sarebbero stati i cosiddetti “indecisi” delle ultime elezioni, compresi tra il 9 e 18%. Quasi 50.000 elettori invece, hanno votato per la prima volta avendo ottenuto la cittadinanza greca dopo il 2012.

Secondo le prime dichiarazioni del leader vincente: “La speranza ha vinto”. I dati dei vari exit poll confermeranno l’eventuale maggioranza assoluta o meno entro le ore 20:30 italiane. Se Syriza fosse riuscito ad ottenere in totale almeno 151 seggi non ci sarebbe bisogno di formare un governo di coalizioni. In questo caso le politiche anti-austerity sarebbero la nuova soluzione per risollevare la Grecia, rimettendo in gioco un serio discorso sull’alleggerimento del debito pubblico, e contrastando inoltre tutti i patti regolamentati dalla Troika e non dai trattati su cui fu fondata l’Unione europea.

Dopo aver votato, Alexis Tsipras ha dichiarato: “Oggi è un giorno storico. I greci devono decidere se domani la Troika deve ritornare in Grecia per proseguire ciò che ha fatto con il governo Samaras, ovvero tagliare ancora stipendi e pensioni. Il popolo deve votare per difendere la propria dignità e per un governo che proseguirà dure trattative con i creditori internazionali”.

In giornata, anche il Premier italiano Matteo Renzi ha espresso stima nel confronti del leader Tsipras, precisando però che non azzarderebbe la prospettiva di un radicale cambiamento sui piani dello sviluppo economico europeo; e dichiara Se vince lui, l’Europa e soprattutto la Merkel si metteranno nell’ordine di idee di concedere qualcosa alla Grecia, dovranno per forza fare delle concessioni perché né l’Europa né la Germania possono permettersi che la Grecia esca dall’euro, così come la Grecia non può permettersi di uscire dalla moneta unica”.

Le parole di Renzi non sembrano però rassicuranti per i vertici della finanza europea, e mentre arrivano dichiarazioni di sconfitta da parte del partito di Samaras, nell’attesa dei risultati ufficiali circa l’acquisizione della maggioranza assoluta da parte di Syriza, Jens Weidmann si augura che la Grecia “rispetti gli impegni internazionali” prestabiliti dai predecessori di Tsipras. Dati ufficiali arriveranno a breve e riveleranno se Syriza ha vinto o meno la maggioranza dei seggi, intanto non ci resta che augurare comunque alla Grecia le misure di “emergenza umanitaria” di cui ha bisogno per scongiurare la crisi.

Alessandra Mincone