Il 6 ottobre 2014 una foto immortalava i miliziani Jhiadisti di fianco ad una bandiera nera dell’Isis su una collina di Kobane in Siria. Oggi, dai profili twitter degli attivisti, arrivano le foto delle bandiere curde che sventolano sulla città. I colori che compaiono sulla collina di Kaniye Kurda sono la prova che i peshmerga si sono rimpossessati del loro territorio, Kobane. Il 90% della città siriana ai confini con la Turchia, simbolo del conflitto, è sotto il controllo dei curdi, dopo 4 mesi di combattimento.

La notizia arriva dall’Osservatorio Siriano per i diritti umani con base a Londra. “Non si combatte più nella città, i jihadisti si sono rifugiati nelle periferie di Kobane”, annuncia il direttore Rami Abdel Rahmane. “La città è sotto il nostro totale controllo”, riferisce Sherwan Minbij Darweesh, responsabile media dell’Ypg (unità di protezione popolare). Già nella giornata di sabato i peshmerga kurdi, tramite fonti di informazione, avevano fatto sapere che stavano controllando il 70% della città e dalla collina di Mistenur sventolava bandiera amica. Il gruppo terroristico per fronteggiare l’avanzata, però, aveva mandato sul territorio 140 combattenti tra cui minorenni non addestrati. Molti di loro, infatti, sono stati ritrovati senza vita. Questa vittoria potrebbe significare la fine dell’espansione territoriale dell’organizzazione. Una grande vittoria dall’inizio della campagna di bombardamenti aerei.

Le forze curde, infatti, sono riuscite a prevalere e prendere campo grazie anche all’aiuto cruciale della coalizione internazionale diretta dagli Stati Uniti. Da metà settembre a oggi, per questa battaglia, si stima vi siano stati oltre 1.600 morti, più di mille i jihadisti. Le città per lo più restano deserto, chi fugge viene accolto nei campi profughi dove, con fortuna, trova un posto in cui stare. La Turchia ha aperto vicino a Kobane il più grande campo profughi finora allestito per accogliere i rifugiati siriani. Una tendopoli in grado di ospitare fino a 35mila persone. Comprende due ospedali da campo e un centro scolastico per 10mila alunni. La Turchia al momento dall’inizio della guerra conta 200mila profughi. Anche se i peshmerga sono riusciti a riprendersi Kobane, dobbiamo ricordare che i territori vicini sono sotto il controllo dell’Isis. Buone notizie arrivano dal fronte iracheno. Ad annunciarlo è un responsabile militare iracheno che dichiara finalmente “zona libera dalle milizie” la provincia sunnita di Diyala. Cattiva notizie, invece, arriva dal Libano dove i gruppi di miliziani sunniti e al-Nusra starebbero controllando il 4% del territorio.

Giuseppe Ianniello