Fine della storia tra Cassano e il Parma. La notizia è piombata sulla città ducale lunedì sera, dopo che l’attaccante barese aveva messo in mora la società, per il mancato pagamento degli stipendi da 7 mesi. Non proprio un fulmine a ciel sereno, quindi, ma non ci si aspettava che si arrivasse alla rescissione del contratto. Il trentaduenne Pibe de Bari ora ha deciso di prendersi qualche giorno di riposo, prima di valutare il suo futuro, che potrebbe anche significare appendere gli scarpini al chiodo, mentre dalla città ducale potrebbero andar via anche Paletta e De Ceglie.

Le dichiarazioni di Cassano

“Ho deciso di chiudere il rapporto dopo una presa per il culo durata sette mesi. Sono stanco, ho deciso di lasciare tutto. Non ce l’ho con i tifosi di Parma, con i miei compagni e con chi lavora, ma con chi ha fatto un disastro dopo che avevamo fatto del Parma un giochino perfetto” si è sfogato così ai microfoni di Tiki Taka, la trasmissione calcistica condotta dal suo amico Pierluigi Pardo. “Ogni volta ci dicevano che ci avrebbero pagato domani, il giorno dopo ci ripetevano domani. Io ci sto rimettendo quattro milioni di stipendio, ma non sono i soldi il problema, ne ho a sufficienza e posso farne a meno, vince la dignità. La cosa brutta è che c’è gente che lavora nella società, che guadagna molto meno e non vede un euro da più di un anno”.

FantAntonio non le ha certo mandate a dire, come nel suo stile, parlando anche della nuova proprietà guidata dal petroliere albanese Taçi. “Ce l’ho con tutti, vecchia e nuova dirigenza. Quelli nuovi non so neanche chi sono. In venti giorni si sono presentati 4 presidenti e quindici giorni fa è arrivata la nuova proprietà ma non è cambiato proprio nulla. Quando ho detto che volevo risolvere, non hanno perso neanche un minuto. Ho detto basta, non ce la facevo più, questa situazione di agonia era insostenibile”.

Ha parole rispettose invece per la piazza e i tifosi, i quali anche durante la contestazione e la richiesta di un chiarimento ai giocatori, si sono sempre mostrati corretti ed educati, nonostante la propria squadra del cuore stesse naufragando senza un motivo apparente. Anzi, hanno compreso il suo aver messo in mora la società, senza contestarlo come ci si sarebbe aspettato prima dello scontro-salvezza di domenica contro il Cesena.

“Non ci sono altre squadre di mezzo”, ci tiene a chiarire Cassano. “Il mio procuratore mi aveva proposto l’America o Dubai, ma lì ci andrò a 40 anni in vacanza. Ora vediamo che succede, magari se non arriva niente aspetto fino a giugno e poi magari chiudo con il calcio. Mi piacerebbe tornare alla Sampdoria un giorno, l’ho sempre detto, ma ora sarebbe ridicolo. Ora voglio solo prendermi qualche giorno di riposo dopo quest’agonia”. Qualche giorno che potrebbe protrarsi oltre il 2 febbraio, data ultima della sessione invernale di mercato, dal momento che esiste una proroga di 20 giorni per i calciatori svincolati.

Il futuro – Difficile credere che un talento come lui resti appiedato, e infatti in questi giorni (e sicuramente anche nei prossimi) sono fioccate le ipotesi più disparate, con annesse parole di stima o smentite. La destinazione più accreditata, ad oggi (e nella massima serie) sembrerebbe essere Torino, sponda granata. La città è poco distante da Genova, dove vivono la moglie e i figli dell’attaccante; troverebbe spazio immediatamente in un attacco che fa fatica a fare gol, e soprattutto ritroverebbe l’Europa. Sulla sponda bianconera, Allegri non gli ha chiuso le porte della Juventus, soprattutto nell’ipotesi in cui Giovinco dovesse effettivamente lasciare i bianconeri già da questa sessione di mercato, come vorrebbe Marotta, anziché a Giugno, per andare a Toronto. Nelle ultime ore si è parlato di un prepotente ritorno dell’Inter, squadra per cui Cassano non ha mai nascosto le sue simpatie sin da bambino, dalla quale se ne andò un anno e mezzo fa per forti dissidi con l’allora tecnico Mazzarri. Un sondaggio l’ha fatto anche il Genoa di Preziosi, arcirivale di quella Samp nella quale il fantasista vorrebbe invece tornare, un giorno. In mattina si sono rincorsi un po’ di rumors che vedrebbero Cassano essersi offerto a Garcia per tornare alla Roma, squadra dalla quale andò via in malo modo ai tempi di Capello e Sensi, fischiato sonoramente dalla Curva Sud ogni qual volta abbia giocato all’Olimpico dopo un innamoramento folle durante i suoi anni trascorsi in maglia giallorossa. La Roma ha rifiutato categoricamente, semmai ci siano stati contatti reali e non si tratti di voci inventate di sana pianta. Si parla invece insistentemente di un interessamento in serie B, da parte del Bologna di Joe Tacopina, che ha rilevato la società felsinea lo scorso autunno e la sta rinforzando per portarla nuovamente in A. Con Cassano in campo, la promozione sarebbe quasi una formalità.

Ritorno a casa? – La più suggestiva di tutte le ipotesi sarebbe quella del ritorno al Bari, la squadra della sua città, con la quale esplose grazie a quel gol fantastico all’Inter, in coppia con Eniynnaya. Il presidente Paparesta, all’indomani della notizia sulla messa in mora della società ducale da parte di Cassano, aveva dichiarato che: “Per quest’anno è difficile, per il futuro vedremo. Se vuole tornare, è il benvenuto. Questa è casa sua”. Ora che però si è liberato, l’idea sta stuzzicando tutte e due le parti. Certo, ci sarebbe uno scoglio insormontabile da superare per il Bari, ovvero lo stipendio, ma se Cassano abbassasse le sue pretese, diverrebbe fattibile rivederlo con la maglia biancorossa, almeno fino alla fine del campionato. Paparesta sicuramente avrà pensato al volano che potrebbe dare il ritorno a casa del figliol prodigo: un San Nicola gremito come nella fase finale della scorsa stagione, quando la città tornò ad innamorarsi della sua squadra dopo il fallimento e l’addio ai tanto odiati Matarrese, pronto ad abbracciare il suo campione più illustre; merchandising e marketing alle stelle, due aspetti ai quali Paparesta tiene particolarmente; introiti televisivi ancora maggiori se Cassano riuscisse a riportare in A il club barese. Del resto i biancorossi hanno attrezzato la squadra per salire nella massima serie, dopo aver sfiorato l’incredibile promozione lo scorso anno dopo una rimonta ai limiti della leggenda, e finora la squadra annaspa nella parte bassa della classifica. Per ora è in via di ritorno un altro figlio della città, Bellomo. Con il fantasista della città vecchia, la squadra diverrebbe un bolide.

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Michele Mannarella