Una vicenda dai contorni surreali ha coinvolto l’inviato di Matrix David Parenzo ed il Presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, nel lager nazista di Auschwitz, l’odierna Oświęcim, a 60 kilometri da Cracovia.
I due erano in collegamento con la trasmissione di Canale 5 diretta da Luca Telese per affrontare l’argomento della shoah; al termine della messa in onda questi sono rimasti chiusi, insieme al portavoce della comunità ebraica romana ed agli operatori della troupe, all’interno del campo di concentramento e, non ricevendo nessun aiuto, hanno tentato di uscire attraverso una finestra facendo scattare l’allarme.

La polizia criminale polacca è intervenuta immediatamente fermando i due inviati insieme a  Fabio Perugia, portavoce della Comunità ebraica di Roma, Gaetano Mazzarella e Matteo Raimondi membri della troupe del programma Mediaset. La situazione si è risolta grazie all’intervento del consolato, dell’ambasciata ed anche dell’unità di crisi della Farnesina; i due protagonisti hanno definito la vicenda kafkiana e Pacifici ha aggiunto: «Certamente non si tratta di un’azione antisemita ma piuttosto di una falla nel campo. Chiaramente la struttura non è protetta, come dimostrano le finestre aperte», soffermandosi poi sul fatto che «non è stato un episodio piacevole anche perché accaduto nel luogo in cui sono morti mio nonno e mia nonna. Mi ha dato fastidio emotivamente tanto che ho detto ai poliziotti: “O mi arrestate o mi lasciate libero perché sono profondamente turbato”. Una storia surreale». Dello stesso parere è stato anche David Parenzo, che ha mostrato alla polizia le autorizzazioni che gli erano state rilasciate per poter girare in diretta all’interno del campo.

Il presentatore di Matrix, Luca Telese, ha fatto nella nottata una vera e propria diretta live dell’accaduto su Twitter lanciando anche l’hashtag #ParenzoLibero; lo stesso Parenzo annuncia tramite il suo account che a breve saranno pubblicati tutti i filmati e i documenti relativi all’assurdo accaduto.

Uno dei tweet di Telese, in particolare, riassume particolarmente bene tutto il grottesco di una situazione che, se dovessimo giudicare dal tweet, potrebbe benissimo arrivare da un ipotetico viaggiatore del tempo di 70 anni fa.

Fabio Palmiero