Un piccolo passo per una Commissione e – forse – un grande passo per il Paese intero.

Giunge infatti la notizia che, nella tarda serata di ieri, il gruppo di lavoro congiunto tra Ambiente e Giustizia ha fornito una prima approvazione alla nuova proposta di legge sui reati ambientali.

Un ammodernamento di cui l’Italia avverte con urgenza la necessità, ancor di più alla luce dell’esplosione del fenomeno “Terra dei Fuochi” e dei disastri idrogeologici che hanno funestato la penisola da cima a fondo negli ultimi mesi. I reati ambientali costituiscono una fattispecie ancora non nitidamente definita e regolamentata, nel nostro ordinamento giuridico, e il lavoro di commissione svolto su proposta congiunta di PD, SEL e M5S in tal senso potrebbe condurre ad una sospirata svolta.

Ma andiamo nello specifico: il testo di proposta sui reati ambientali, che era stato profondamente sconvolto (e, secondo alcuni, depotenziato) alla Camera, risulta ridefinito dal lavoro svolto in Senato. In particolare, vengono ridefiniti i concetti di “inquinamento” e “disastro ambientale”, venendo in tal modo incontro alle perplessità suscitate dal WWF quanto al rischio di abolitio criminis, ovvero il rischio che l’approvazione della nuova legge facesse decadere tutti i reati commessi in precedenza.

Come spiega il presidente della Commissione, l’ecodem Realacci, “si introducono nuovi importanti strumenti che renderanno più efficace il contrasto alle illegalità e alle ecomafie, adeguando finalmente il nostro codice penale ai sempre più diffusi reati contro l’ambiente e la salute dei cittadini”.

Ora, la proposta di legge sui reati ambientali è pronta per passare al vaglio dell’aula nel giro di un paio di settimane, per poi essere riesaminata a Montecitorio per l’approvazione definitiva. Scontato sottolineare quanto l’influenza emotiva di fenomeni come quelli già citati in precedenza abbia contribuito ad accelerare l’iter parlamentare. Del resto, a poche ore dalle dichiarazioni del ministro Galletti, che intenderebbe liberare 5 miliardi dai vincoli economici per destinarli al ripristino del dissesto idrogeologico, era assolutamente necessaria una risposta che procedesse in tale direzione.

Novità giungerebbero anche riguardo alle pene, aggravate nel caso in cui i reati ambientali comportino lesioni e/o la morte di una o più persone, e sul ravvedimento operoso, ovvero per chi decidesse di collaborare alla messa in sicurezza e al ripristino dei luoghi danneggiati.

Soddisfazione viene espressa da parte della senatrice Nugnes, componente della Commissione, in particolare per la “vittoria” del M5S nel far destinare i proventi di confische e sequestri alle bonifiche del territorio: un vincolo di rilevanza potenzialmente fondamentale. “Ma non ci fermiamo qui – continua la senatrice – con l’esame in Aula potremo ancora migliorare ed integrare il testo, con il reato di ‘frode’ per esempio o con quello di ‘omessa bonifica’, e provando ancora ad eliminare l’ormai inutile dizione di ‘irreversibile’, ma a questo punto siamo fiduciosi di poter licenziare un ottimo testo”.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli