Napoli, 28 Gennaio – “La difficile vicenda della piccola Irene non può non interrogare chi ha la responsabilità di governo in Campania innanzitutto e chiunque svolga un ruolo nelle istituzioni locali. Per questo oggi ho incontrato il direttore di Cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Monaldi, Giuseppe Caianiello, e la sua struttura, che sono intervenuti per salvare la piccola bambina napoletana affetta da miocardite, per testimoniare un apprezzamento al loro lavoro”.

Così il vicecapogruppo regionale del Partito Democratico, Antonio Marciano.

“Sentendo i medici, si comprende in quale stato di criticità Irene fosse giunta al Monaldi; il suo salvataggio è il frutto di grandi competenze mediche e scientifiche e, in particolare, dello spirito di sacrificio di giovani medici precari, che da sabato sono ininterrottamente in ospedale per assicurare l’assistenza che il caso richiede”, aggiunge il consigliere. “Il suo ritorno all’ospedale napoletano, inoltre, riapre i dubbi sull’opportunità del trasferimento dello scorso settembre a Bologna, che ha di fatto aumentato i rischi per la piccola e gli affanni per la sua famiglia”, ricorda Marciano, che su questo tema interrogò il Presidente Caldoro.

“La Cardiochirurgia Pediatrica del Monaldi è l’unico centro dell’Italia meridionale autorizzato dal Ministero della Sanità a eseguire trapianti cardiaci in età pediatrica, nonché assistenze ventricolari meccaniche con il cosiddetto ‘berlin heart’: è evidente che per continuare ad esistere ha bisogno di maggior personale, altamente specializzato, e di una riorganizzazione che garantiscano la piena funzionalità ed efficacia del reparto, sapendo che i tempi di attesa per un trapianto di cuore per un bambino possono anche superare l’anno”, dice l’esponente PD.

“Parliamo di competenze in più che sono già nelle disponibilità del sistema sanitario regionale, ma che vanno ricercate e incentivate se si vuole che la Cardiochirurgia Pediatrica del Monaldi continui a rappresentare una eccellenza in campo nazionale e internazionale, e soprattutto se la priorità dell’azione è la tutela della salute e, in questo caso, dei piccoli pazienti”, conclude Marciano.

Gennaro Mancini

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