Lettera che abbiamo inviato al Manifesto, pubblicata in data 28/01/2015.
Caro Manifesto ti scriviamo perché tu rappresenti un luogo fondamentale di discussione per la Sinistra in questo paese. Sinistra che trova enormi difficoltà a parlarsi e confrontarsi, complici quei narcisismi, vecchie gelosie, che dalla fine del PCI hanno, lentamente, distrutto la Sinistra italiana.
Noi siamo i figli, senza colpe, di una generazione che ha fallito. I lavoratori, i precari, i disoccupati, gli studenti, i pensionati, smarriti, non trovano una rappresentanza politica seria in grado di dare loro voce, all’interno dell’incubo chiamato Austerity. Ed è per questo motivo che sentiamo la necessità di andare oltre, di abbattere i muri, di creare le condizioni per tornare a discutere di una Sinistra possibile.
Una sinistra che non può prescindere dai momenti di dibattito ora in essere e che non deve vanificare gli sforzi fatti negli ultimi mesi. Creare laboratori tematici, costruire un’alternativa duratura, spazi di discussione, un progetto sociale forte che possa ricreare un senso comune, egemonia culturale.
I modelli vincenti negli altri paesi devono servire come slancio, ma non possiamo pensare di importare un progetto costruito in altre circostanze e percorsi politici completamente differenti dai nostri. Immaginare una fusione a freddo tra soggetti politici è sbagliato, così com’è sbagliato puntare tutto su movimenti e associazioni. Abbiamo bisogno di una via italiana: una casa comune, una sinistra moderna, che sappia riconoscere nella difesa e nell’applicazione della Costituzione il proprio programma.
sinistraFGCI Napoli