L’anno scorso l’Atletico eliminò il Barcellona nei quarti di Champions League e a maggio vinse il campionato in terra catalana, all’ultima giornata. Nei primi giorni di questo 2015 una piccola rivincita blaugrana con la vittoria in campionato, seguita dall’1-0 della partita d’andata. Poi i soliti discorsi del “chi passa il turno ha già vinto” hanno buttato altra benzina sul fuoco.  Tensione alle stelle e risultato in bilico.

Che non sarebbe stata una partita facile da tenere sotto controllo era prevedibile, quasi scontato, ma questo Atletico Madrid – Barcellona è andato ben oltre le attese. Specialmente tra i Colchoneros serpeggiava una bella dose di aggressività, quel dente avvelenato proprio della squadra di Simeone, che rischia di superare il limite se si traduce in una diatriba con le forze dell’ordine, come accaduto ad Ansaldi (out dai convocati) prima della gara.

Ma parliamo del campo. L’Atleti è tenuto a fare qualcosa che non preferisce, specie contro le grandi: attaccare. Per “attaccare” si intende “fare la partita”, giocare con molti uomini nella metà campo avversaria e segnare più di un gol. Il potenziale offensivo non manca, quindi sotto con l’1-0 dopo una manciata di secondi, ancora una volta merito di Torres, che sfrutta il recupero di Siqueira per saltare Mascherano e bucare Ter Stegen. Serve ancora un gol, perché 1-0 significa supplementari, e in caso di gol subito servirebbe un 3-1, quindi bisogna rimanere aggressivi anche con la palla nei piedi. Quel che si diceva, questo ai Colchoneros non piace. Nel tentativo di condurre l’avanzata con molti uomini la squadra di Simeone perdono le misure in difesa e scoprono il fianco al contropiede. Non è il momento più felice della carriera di un difensore se deve difendere in un’area di 50×60 in parità numerica contro Neymar-Messi-Suarez. Il brasiliano insacca e fa 1-1. Alla mezz’ora Juanfran punta un distratto Mascherano, tunnel e fallo sulla linea dell’area. Dal dischetto va Raul Garcia e trasforma. Passano altri 8′ e il Barça trova il secondo pari su azione d’angolo. Davvero l’Atletico che non t’aspetti, ma neanche dal Barcellona. Tra l’altro stupisce anche il goffo intervento di Miranda che va per spazzare, svirgola e fa autogol. Sugli spalti si vive un incubo. Ai padroni di casa servono altri due gol e allora giù con l’attacco, ma al 41° è ancora la squadra di Luis Enrique, ancora con Neymar a fare 2-3 e chiudere i giochi.

Lo spettacolo continua fino a fine gara, ma è uno spettacolo agghiacciante. Gabi, capitano e leader in campo dei Colchoneros, perde la testa nel tunnel degli spogliatoi e si becca il rosso per insulti al giudice di gara. Al rientro in campo Arda Turan perde uno scarpino in un contrasto e prima di rimetterlo lo lancia verso un guardalinee (mancandolo, e non di poco). Poi tocca a Mario Suarez vedere il cartellino rosso per un tentato omicidio su Messi. Sul fronte Culé si registrano molte provocazioni, con Neymar in testa, osteggiato da Arda, Raul Garcia, Cani e Gabi. Il solito Busquets non perde l’occasione per dire la sua ogni volta che si ferma il gioco.

Come si diceva, sapevamo che non sarebbe stato facile, ma così è troppo.

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Alessandro Cappelli