Il terzo scrutinio per l’elezione al Quirinale del nuovo Presidente della Repubblica si chiude con numerosi strascichi polemici e rimandando il tutto a maggioranze più ristrette. È fallito anche nel voto pomeridiano il tentativo di elezione con la maggioranza dei 2/3 dell’Assemblea di deputati, senatori e delegati regionali: a partire dal quarto scrutinio, alle 9:30 di sabato mattina, saranno sufficienti 505 voti.

Il lavoro del ministro Maria Elena Boschi, che sta tentando di ricucire a Montecitorio i rapporti con Forza Italia, potrebbe essere invano: il partito di Silvio Berlusconi, infatti, è orientato a non partecipare al voto durante il quarto scrutinio. Si dissocia però la corrente di Raffaele Fitto, che dovrebbe comunque esprimere una scheda bianca.
Sul tema della tessitura compiuta dalla Boschi si registra una gaffe sessista servita a Paolo Romani da Enrico Mentana su un piatto d’argento, che riproponiamo nel video sottostante.

NCD, con Maurizio Sacconi, parla di spaccatura politica, con il PD che starebbe vestendo tramite l’accordo con SEL un candidato neutrale come un giudice costituzionale di una veste di sinistra radicale, estranea al Governo, ventilando anche l’ipotesi di una crisi di governo. Dallo stesso partito, Nunzia De Girolamo conferma la scheda bianca per il quarto scrutinio, mentre Renzi ed Alfano si incontrano alla Camera: è ancora possibile una convergenza sul nome dell’ex ministro della Difesa Mattarella.

In serata si riunirà il Movimento Cinque Stelle, per decidere la strategia sul primo voto di domani: al momento l’ipotesi maggiormente accreditata vedrebbe i pentastellati votare Sergio Mattarella, probabilmente già dal quarto scrutinio.

Il quarto scrutinio è stato fissato per le ore 9:30 di sabato 31 gennaio.

I risultati del terzo scrutinio

Cambia leggermente la situazione rispetto al secondo scrutinio: cala sensibilmente il numero di schede bianche, da 531 a 513. Sembrano tramontare le velleità di Romano Prodi, votato dal solo Civati più due supporters ignoti, e di Pierferdinando Casini, che riceve due preferenze. Mattarella rimane sotto traccia a quota 4. L’impressione è che domani possa arrivare l’investitura definitiva, anche se non è detto che un candidato dell’ultimo minuto possa trovare un consenso trasversale più ampio.

Il quorum è fissato ai 2/3 dell’Assemblea, cioè a 673 voti.

  • Schede bianche 513
  • Ferdinando Imposimato 126
  • Vittorio Feltri 56
  • Luciana Castellina 33
  • Schede nulle 27
  • Emma Bonino 23
  • Stefano Rodotà 22
  • Lucio Barani 21
  • Giuseppe Pagano 11
  • Claudio Sabelli Fioretti 8
  • Marcello Gualdani 7
  • Mauro Guerra 5
  • Francesco Guccini 4
  • Luigi Manconi 4
  • Sergio Mattarella 4
  • Giovanni Malagò 3
  • Ignazio Messina 3
  • Antonio Palmieri 3
  • Angelo Perrino 3
  • Romano Prodi 3
  • Ernesto Abaterusso 2
  • Pier Ferdinando Casini 2
  • Michele Emiliano 2
  • Franco Frattini 2
  • Luigi Marino 2
  • Vincenzo Olita 2
  • Antonio Razzi 2
  • Pasquale Sollo 2
  • Andrea Vecchio 2
  • Voti dispersi (non iscritti a verbale perché nomi votati una volta sola, ndr) 70

Simone Moricca