Il Romanzo assorbe i primi zampilli di inchiostro nel 1995, allorché il seme del talento, colto dal Semillero, passa lieto alla Boca. L’Invencible Hinchada ascolta la sinfonia del tocco palla di un ragazzino taciturno, ora incendiario nella Cancha. Le lancette scorrono fino a fermarsi sul 10, il paragone giunge puntuale: Roman come Diego? Certo, seppur tecnicamente inarrivabile, l’empatia tra Riquelme e l’universo Xeneize è la medesima, se non superiore. Nel 2010, infatti, fioccano i rimproveri al Pibe, allora selezionatore albiceleste, per la negata convocazione del Mudo.

Giustappunto 10 trofei vinti con la camiseta azul y oro, ultima l’apertura 2011, capitano della classe operaria di Roncaglia, Erviti, Clemente ecc. che pochi mesi dopo sfiora l’apogeo sudamericano, la Copa Libertadores, all’ultimo appuntamento col Corinthians. Come Leonida guidò 300 valorosi uomini alle porte delle Termopoli sfidando i numeri e la morte, così Riquelme conduce 10 modesti tiracalci sino alle pendici di San Paolo in Brasile: stesso maledetto esito, altrettanta gloria ai posteri.

Este equipo es Riquelme mas 10 soleva udirsi tra i vivaci colori della Repubblica della Boca, lì dove si incrociano le geometrie fluide e le traiettorie balistiche di un pallone donato dai naviganti genovesi e poggiato tra i piedi del 10, ora Pavon, ieri Roman, prima Diego, per spingersi dove più aggrada, fino all’angolo più recondito di cielo, come cometa che stralcia con l’oro il blu del cielo di Buenos Aires nelle notti del Verano.

Il Romanzo è ultimato, la piuma è stata riposta nel calamaio. L’ultima notte di gala e il definitivo scroscio di applausi per i cadenzati passi di un tango domenicale, andato in scena nei surreali teatri argentini e spagnoli, dalla Bombonera al Nou Camp.

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Riquelme con la camiseta del Barcellona

La 10 verrà riposta in un cassetto, la fascia da capitano stringerà altre braccia, il rombo di centrocampo sarà schiacciato in linea e i calci piazzati diverranno d’un tratto un problema. Ma la fattispecie la quale resterà eguale è che Riquelme sarà sempre Bostero, semplicemente asceso dal campo alla gradinata, dal calpestare l’erba al far rullare i tamburi nella 12, ove sventolano bandiere che puntano il cielo blu trapunto di stelle dorate, trasfigurazione della Boquita cantante: “Somos el pueblo y el carnaval, somos la Mitad mas uno” e quell’uno è Roman.

Ora avvicina la mano all’orecchio, come nelle tue esultanze, e ascolta la leggenda che i vecchi tramanderanno ai giovani quando saranno interrogati sul chi fosse Roman Riquelme – El es d10s! – si udirà. Ad10s!

Fabio Fin