Salve a tutti, ho qualche secolo e mi chiamo G.

Economicamente parlando, non sono mai stata un fulmine di guerra ed ho dovuto fare una “macchietta” all’italiana (truccare i bilanci) per non morire definitivamente ed entrare in una comunità dove ci sono altri 18 membri i quali dichiaravano di essere solidali. Qualche anno fa mi accorsi che ero molto indebitata e mi rivolsi ad un’amica, poi rivelatasi di Troika.

Mi disse “Hai 180 euro di debiti ed ogni anno ne produci 100 di reddito” ed io risposi “Guarda che l’ignorante in economia sono io ma chi sta paragonando una grandezza annuale (PIL) con una che si accumula nel tempo (debito), sei tu!”, ma non volle saperne. Poi rilanciò “Guarda ti do 80 euro però devi utilizzarli per ripagare il tuo debito e non investirli”, alché ribattei “Ma sei pazza?! Sai benissimo che, se li utilizzo così, non uscirò mai da questa situazione. I miei figli sono alla fame e disoccupati. Non posso sostenerli economicamente perché ho già tagliato ogni spesa di troppo!”. Capirete bene, però, che non potevo fare la schizzinosa sull’orlo del baratro e accettai.

Le passività, al posto di diminuire, aumentarono vertiginosamente e fui costretto a tassare i miei “figli” sempre di più: chiesi tasse senza criterio, ma davo a loro sempre meno (servizi) e la mia amica – troika – sembrava soddisfatta, ma le cose peggioravano. Provai a spiegare alla sua comare, austerity, che aumentando tasse ed imposte (sul reddito e sul patrimonio ed iva) e diminuendo servizi (pullman, dipendenti pubblici, pensioni et cetera), il debito sarebbe diminuito ma il PIL sarebbe sceso sotto le scarpe perché, diminuendo i redditi della maggioranza dei miei amati figli (classe media), sarebbe diminuito anche il reddito totale. Difatti nel 2012 troika chiese scusa perché si rese conto che la sua politica era errata anche grazie ai consigli di compare Ocse: un tizio che quasi 100 anni dopo lesse, forse per la prima volta, i libri di storia economica ricordando la lezione degli anni 30-40 e le teorie economiche di 200 anni fa.

Quindi gli economisti internazionali e i tecnici di Strasburgo (la capitale della comunità alla quale mi ero iscritto) conoscono anche le teorie economiche? Wow! Io, da ignorante G. in economia quale sono, non pensavo fosse possibile! Degli economisti, definiti brillanti, che controllano il mercato economico più grande del mondo conoscono addirittura tutte le teorie economiche degli ultimi due secoli? E chi se l’aspettava!

Scuse a parte, continuavano a farmi consigliare da comare austerità nonostante tutti sapessero che mi faceva solo del male. E non poteva essere altrimenti! Immaginate di fare un mutuo per costruire una casa scoprendo che non è solida, dopo ne accenderete un altro per fare un edificio migliore, ma se siete costretti a fare un mutuo per ripagare quello precedente, entrerete in una spirale che vi condurrà al suicidio non solo economico (ed i miei figli imprenditori che muoiono suicidi possono testimoniarlo).

L’epilogo della storia è avvenuto quando è arrivato un tizio ed ha detto che non devo più pagare i miei di debiti, ma un mio conoscente di qualche secolo fa disse “Non si ricambia ad un’ingiustizia con un’altra ingiustizia. Un’ingiustizia non va commessa mai, per principio”. Forse voi siete giovani e vi confondete ma non parlo di Gesù (nacque 3000 anni dopo), mi riferivo al mio saggio figlio Socrate: maestro di Platone (filosofo dell’Accademia) e di Aristotele (filosofo del liceo): insomma due miei figli a cui tutti dovete il vostro modo di pensare moderno ed emancipato. Immaginate se non pagassi il debito, quanti potrebbero fare lo stesso e cosa direbbero i miei figli di millenni fa? Certo allentare la morsa e farmi fare investimenti per far crescere reddito e migliorare lo stato inumano in cui versano i miei figli, sarebbe dovuto – anche perché non ho speso come volevo i soldi che mi sono stati prestati! – ma, nella mia ignoranza economica, ho capito che le ricette semplici ed efficaci in questo mondo non piacciono alla Comunità (europea) di cui faccio parte.

Con affetto, la patria del pensiero moderno a cui tutti dovete qualcosa (anche se non ne siete consapevoli).

Cari lettori che siete giunti sin qui, grazie per aver seguito questa puntata alternativa di “The economist corner”. Se voleste commentarla, mi trovate qui: Nando.

Ferdinando Paciolla