La Grecia ha un compito delicatissimo: quello di decidere se essere o meno favorevole alle sanzioni dirette al Governo della Russia in merito alla sanguinosa vicenda dell’Ucraina, ormai logorata dalla guerra. Il neo-Governo greco di Tsipras sta ottenendo larghi consensi alle proposte dirette al risanamento del debito estero, e Putin starebbe strategicamente tentando di ottenere l’appoggio di quest’ultimo, mostrandosi caritatevole e ben disponibile nell’aiutare la Grecia stanziando una parte dei fondi per risanare questo debito. La partita è aperta e critica, questo potrebbe decidere se il baricentro greco rimarrà in Occidente o si sposterà nell’Europa dell’Est. Nonostante la riunione dei capi di Stato fissata il 12 Febbraio per ratificare la già decisa sorte della Russia e delle Grecia, vi sono molti punti di convergenza tra Tsipras e Putin. Si parte dalle religione, ortodossa, e la fede politica, entrambi infatti si definiscono di tradizione comunista. Dopotutto va considerato che Putin, da un po’ di tempo a questa parte, ha assunto le fattezze di figura carismatica e politicamente attiva, rilasciando di sé al pubblico una figura che imprime fiducia. Seppur condannato dalle legislazione europea ed ucraina, Tsipras sembrerebbe favorevole a questo incontro.

Le mosse della Ue in risposta non sono incoraggianti. I ministri tedeschi, quello delle Finanze Wolfgang Schauble e quello degli Esteri Frank-Walter Steinmeier, continuano a ripetere come un disco rotto che la Grecia deve rispettare i patti e ripagare il debito contratto con le istituzioni internazionali, senza rendersi conto che continuare a tartassare la Grecia  potrebbe significare spingerla ancora più velocemente nelle braccia di Putin, determinando di fatto la sua vittoria. L’architettura europea si sta progressivamente sgretolando, utilizzando mosse sempre più controproducenti. Sostanzialmente, non è da escludere che la Grecia finisca nell’orbita di interesse di Putin.  Agli americani, per mettere in guardia gli alleati della Nato e rammentare a Tsipras che la Grecia è un partner fondamentale dello schema mediterraneo, Tsipras sosteneva nel 2013 la necessità di uscire dall’Alleanza Atlantica e di chiudere la grande base navale Usa che si trova a Creta. Non a caso, i servizi d’informazione della Nato e della stessa Ue hanno allertato le capitali europee sul rischio di una “deriva” putiniana della Grecia. Però, il 14 gennaio scorso Tsipras ha chiarito che non avrebbe rotto con la Nato, “in quanto non è nell’interesse del Paese”, e ha precisato che la Grecia avrebbe rispettato gli accordi internazionali.

Fabrizio Consiglio