MELBOURNE – Una settimana dopo il trionfo inaspettato di Andreas Seppi su Federer (leggi anche: Australian Open 2015: meteora Seppi), per il tennis italiano arriva un’altra grande ed inattesa soddisfazione: la coppia Bolelli-Fognini trionfa nel doppio dell’Australian Open, per entrambi è il primo titolo ad uno Slam, il primo giocato insieme nel doppio dai due tennisti (escluso il sopraccitato Seppi) più talentuosi della nostra penisola. Per il singolo invece è assolo di Novak Djokovic che, nonostante degli intoppi con Wawrinka in semifinale e Murray in finale, riesce a conquistare il suo 5° Australian Open della carriera, il suo 8° Slam in totale. Nella compagine femminile, ennesima guerra fredda tra l’americana Serena Williams e la russa Maria Sharapova; ancora una volta è la pantera statunitense a trionfare.

Australian Open: DOPPIO

56 anni fa la coppia Pietrangeli-Sirola trionfò al Roland Garros di Parigi, da allora nessun’altra vittoria azzurra nel doppio, fin quando i talentuosi Bolelli e Fognini hanno sconfitto la coppia francese formata da Nicolas Mahut e Pierre-Hugues Herbert; il risultato è un doppio 6-4 contro i francesi mai in partita. Per la coppia italiana arriva dunque una vittoria fantastica quanto inattesa, dato che il bolognese ed il ligure non avevano mai giocato insieme in tornei ufficiali del circuito. Al termine della partita, Fognini verrà ricordato per un: “Abbiamo vinto uno Slam…” seguito da un turpiloquio, mentre Bolelli ha così dichiarato: “Vincere aiuta, e questo è il più grande successo nella nostra carriera. Adesso? Puntare alle Finals!

Australian Open: FEMMINILE

Hanno rispettato i patti e lo hanno fatto fino in fondo. Serena Williams e Maria Sharapova si sono ritrovate sabato a contendersi l’ennesimo trofeo in palio; per gli amanti delle statistiche, è stato il loro testa a testa numero 19 in veste di migliori tenniste del ranking WTA (il corrispettivo dell’ATP maschile). Per la 17ª volta è l’americana a vincere: con il risultato di 6-3 7-6 per Serena arriva il 19° titolo in uno Slam, a -3 dalla Graf, la prima di sempre. Per Masha, nonostante un torneo giocato alla grande come non la si vedeva da un po’, continua la maledizione contro l’americana. Con più di 10 anni dall’ultima volta che l’ha sconfitta, la russa ha avuto in quest’ennesima finale persa la prova inconfutabile che se non fosse nata nella stessa epoca dalla Williams, la sua carriera sarebbe stata molto più ricca di titoli.

Australian Open: MASCHILE

Tanto fumo e niente arrosto nel draw degli uomini: a trionfare è ancora una volta il serbo Novak Djokovic. Vendicato Wawrinka in semifinale (7-6(1) 3-6 6-4 4-6 6-0) si ritrova in una finale contro lo scozzese Andy Murray, che dal canto suo ha eliminato Kyrgios ai quarti e Berdych in semifinale. Tra Djokovic e Murray è la quinta finale in uno Slam, e considerano che per Djokovic questa è la 15ª e per Murray la 6ª in assoluto, la frequenza di questa sfida è piuttosto forte: i precedenti dicono 2 a 2 (2-0 per Djokovic agli Australian Open, nel 2011 e nel 2013, mentre Murray ha vinto agli US Open del 2012 ed a Wimbledon 2013). La sfida è equilibrata per circa due ore: Djokovic vince il tiebreak del primo set, mentre Murray quello del secondo. Al terzo set, il serbo sembra soffre sia per il rovescio dello scozzese che per i crampi che limitano il suo gioco. Murray, avanti di un break nel terzo set, si fa rimontare non sfruttando il momento a vuoto di Djokovic, che come un leone fugge dalla gabbia e polverizza l’avversario nel prosieguo del match. Djokovic vince il terzo set 6-3, mentre il quarto è un dominio siglato 6-0 che marca le lacune di Murray ed il gap tra il numero 1 del mondo ed il numero 4 (secondo il ranking dell’ATP). Per Djokovic sono 8 i titoli dello Slam (5 in Australia, 2 Wimbledon ed 1 US Open, alla bacheca manca il Roland Garros) e Nadal, a quota 14, non sembra più tanto irraggiungibile.

Fonte immagine in evidenza: google.com

Raffaele Cianni