Dopo i tumultuosi incendi di contestazione scoppiati due mesi or sono per la promulgazione dell’articolo 19 bis, rinominato il salva Berlusconi,  nel decreto di attuazione della delega fiscale a modificare il decreto legislativo n. 74 del 2000, ci ritroviamo oggi in situazione di stand by promossa dallo stesso Matteo Renzi finalizzata ad una più pacata riflessione sul tema.

Sta di fatto che nella giornata del primo febbraio 2015 l’attuale ministro delle riforme Maria Elena Boschi, ospite alla trasmissione “l’Arena” su Rai Uno, ha palesemente manifestato, quasi a mo’ di araldo, la volontà del Governo di non poter o voler venire incontro ad una modifica di tale discusso articolo; giustificando il tutto attraverso una comparazione tra il nostro sistema di punibilità per i reati di evasione fiscali con quello in voga in Francia, patrocinando per se stessa una sonora gaffe.

Lo smarcamento dalle prime bordate arriva, durante la trasmissione, con tali dichiarazioni ” Non credo che possiamo fare o non fare una norma, che riguarda 60 milioni di italiani, perché c’entra o meno Berlusconi. Così si resta fermi agli ultimi 20 anni…”. Poi continua sottolineando: La norma  non è a favore di Berlusconi, ma riguarda tutti. Come ha detto Renzi, il 20 febbraio riaffronteremo il tema. Ma che non sia una norma per Berlusconi lo dimostra il fatto che in Francia hanno una norma uguale, con una soglia più alta, non del 3% ma del 10% di non punibilità dell’evasione fiscale ai fini penali”.

Andando a spogliare il  Code général des impôts e precisamente l’articolo 1.741 si noterà invece tale formula ” Chiunque si sia fraudolentemente sottratto o abbia tentato di sottrarsi al pagamento totale o parziale delle imposte previste in questo codice, sia che abbia volontariamente omesso di presentare la dichiarazione nei tempi prescritti, o abbia deliberatamente nascosto parte degli importi soggetti a imposta, sia che abbia organizzato la propria insolvenza o abbia ostacolato in altri modi la riscossione, o abbia messo in atto qualsiasi altro tipo di condotta fraudolenta, è passibile, indipendentemente dalle sanzioni fiscali applicabili, di una multa di 500.000 euro e del carcere per cinque anni. Questa disposizione si applica nel caso in cui l’occultamento superi un decimo della base imponibile o la cifra di 153 euro“.

Ergo, il fisco francese è autorizzato a considerare colpevoli di evasione fiscale tutti coloro che evadono più di 153 euro, una cosa ben diversa dal sistema di punibilità descritto dall’articolo 19 bis con un 3%  di tetto rispetto all’imposta sul valore aggiunto o dell’imponibile dichiarato, che stando ai fatti porterebbe a una ridiscussione del caso di Berlusconi, condannato con una percentuale ben minore.

Dario Salvatore