NAPOLI – L’apertura del parco divertimenti, prevista per la fine della primavera 2015, sembra essere a rischio. Causa, il vincolo monumentale da parte della Sovrintendenza e lo stop ai lavori di ristrutturazione.

A farne le spese, inoltre, i 57 addetti che fino ad oggi si dicevano più sereni all’idea di iniziare i lavori. Ciro Cangiano, uno dei soci di New Edenlandia, confessa la sua preoccupazione. Pur ringraziando il Comune di Napoli, la Mostra D’Oltremare e la Sovrintendenza per la disponibilità, trova inaccettabile la sospensione dei lavori di ristrutturazione.

Secondo Cangiano, «il vincolo monumentale generico è stato interpretato in modo troppo restrittivo», poiché pretende di mettere mano anche su ciò che non le compete, come le scenografie e i giochi del parco divertimenti. Questo, ovviamente, non può che ritardare l’apertura prevista per il mese di maggio. Francesco Emilio Borrelli dei Verdi contesta fermamente il provvedimento, affermando che la Sovrintendenza mette sullo stesso piano il parco divertimenti l’Edenlandia e Piazza Plebiscito, sottoponendole agli stessi vincoli. «Paradossale che vogliano addirittura intervenire – dichiara l’esponente dei Verdi – sulla scelta dei giochi e delle scenografie, bloccando inevitabilmente gli investitori». In questi termini è scontato che anche i giochi, i fondali, le scenografie saranno scelti dall’Ente, facendo perdere libero campo d’azione all’investitore.

Un’intromissione gratuita ed inaccettabile per Borrelli che definisce il provvedimento un blocco ad ogni tipo di sviluppo economico per la città. La burocrazia ancora una volta ci mette lo zampino. Zoccolo duro dell’Italia, la macchina burocratica blocca fruttuosi investimenti che, in tempi di crisi e ristrettezze, si sa sono una vera rarità. Ritardare un progetto del genere può metterne a rischio l’intera riuscita e realizzazione. Borrelli spiega che così facendo si ridurrebbe l’Edenlandia alla pari di Piazza Plebiscito, vuota e senza illuminazione. È difficile che si investa nel Sud Italia, altrettanto difficile è, per gli imprenditori, investire senza incappare in cavilli tecnici e burocratici che ritardino le opere senza che queste siano a rischio. Ci si dimentica che nuovi progetti portano lavoro e rendono più viva una città, un quartiere. Ecco perché l’esponente dei Verdi si dice convinto di voler portare avanti questa battaglia per evitare che la società, che ha rilevato l’Edenlandia, possa abbandonare il progetto facendo perdere, inoltre, posti di lavoro ai dipendenti e la possibilità di un grande parco giochi alle famiglie napoletane.

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.