Fanno ancora rumore le parole della Senatrice di Forza Italia, Maria Rosaria Rossi, pronunciate qualche giorno fa nel Transatlantico di Montecitorio mentre in Parlamento si svolgeva il quarto scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica .“Io ho votato” ha detto la senatrice Rossi parlando con gli altri parlamentari del partito di Berlusconi, ed ha aggiunto, rispondendo alla domanda su come giudica l’esito delle trattative sul Quirinale tra Forza Italia e Pd, che “Voi della stampa vi siete preoccupati così tanto del cerchio magico e non tenevate conto dei disastri che stava facendo il duo tragico, cioè quelli che hanno trattato con Renzi…”. La senatrice non critica soltanto le scelte politiche del premier Matteo Renzi, ma anche il modo in cui sono state portate avanti le trattative sull’elezione del nuovo Capo dello Stato da parte del suo partito e chi ne è l’artefice. La senatrice FI non fa nomi limitandosi ad un  “Quelli che hanno trattato con Renzi…”, però sembra probabile che faccia riferimento a Denis Verdini e Gianni Letta, che hanno rappresentato Forza Italia nelle trattative sul nome del nuovo Capo dello Stato.

Denis Verdini ,in questi mesi, è stato l’uomo più importante per Berlusconi  essendo artefice del Patto del Nazareno e mediatore tra il Cavaliere e Renzi. Ma oggi, dopo le dichiarazioni di Maria Rosaria Rossi, sembra scricchiolare il suo ruolo di mediatore ed anche il rapporto creatosi con il leader di Forza Italia. Alla base c’è lo scontro interno al partito tra “berlusconiani” e “fittiani”, quest’ultimi chiamati in causa dagli altri parlamentari Fi per aver dato “soccorso azzurro” a Renzi per eleggere Mattarella. Ci sarebbero stati infatti circa 15 senatori del gruppo Gal, composto da nomi eletti nelle liste di Grande Sud, Il Popolo della Libertà, Movimento per le Autonomie, Lega Nord e Con Monti per l’Italia e guidati dal siciliano Mario Ferrara, che avrebbero affiancato i fittiani nell’elezione di Mattarella, essendo alcuni di essi esponenti dell’area fittiana.  Raffaele Fitto si è difeso dalle accuse dicendo di “non aver bisogno di operazioni sottobanco” e di aver visto “persone che conducono insieme a noi una battaglia dentro al partito” votare scheda bianca.

Sembra intano che i malumori nel partito hanno spinto Silvio Berlusconi  a pensare di rinunciare a Verdini come mediatore, e a fare nuove scelte che permettano di continuare  il dialogo con il premier Renzi e che tengano a bada le proteste e le critiche, non solo da parte dei parlamentari di Forza Italia  ma anche dei sostenitori politici di Berlusconi che, attraverso il web e twitter , hanno manifestato il loro disappunto sulla politica mediatrice di Verdini e di Letta.

Nel frattempo Verdini, dopo le parole dure della senatrice Rossi, ha, nella mattinata di ieri, contattato Berlusconi, che sembra lo abbia rassicurato. Anche se oramai il “duo tragico” è destinato a diventare il capro espiatorio da usare per risolvere le problematiche interne al partito. Sul cosa accadrà nel post-Verdini non si sa ancora con certezza, però sembra che ad Arcore sia nata l’idea di creare una sorta di piccola assemblea composta da più persone per sostituire il ruolo svolto da Verdini e Letta negli ultimi mesi. Per il consigliere di Forza Italia , Giovanni Toti, le cose devono inevitabilmente cambiare: “Che Renzi voglia più forni, mi pare naturale e furbo dal suo punto di vista,  il problema sarebbero i “fornai” che ancora gli dovessero credere..” chiedendo di non accettare più diktat ma “dialoghi sulle riforme” , magari  attraverso non più un trio che si incontri in segreto, come quello di Verdini , di  Letta e Lotti , ma attraverso una “delegazione che si incontra e discuta” .Per la sua composizione si fanno i nomi di Brunetta, di Toti, della senatrice Rossi e della Gelmini come possibili sostituti  per dirigere i nuovi rapporti di governo e che avranno due compiti importanti: ricompattare Forza Italia e proseguire il dialogo con Renzi.

Claudia Cepollaro