Legge elettorale NAPOLI – Ormai non sono più voci, quelle che girano, sulla legge elettorale . Caldoro e company, infatti, stanno riformando la legge elettorale a tempi non lontani dal voto. Il cambiamento consisterebbe nell’innalzare la soglia di sbarramento per i singoli gruppi di candidati dal 3 al 10, e non è tutto. Si pensa, infatti, che stiano lavorando anche sulla rimodulazione del premio di maggioranza in seggi stabilendo il tetto di attribuzione in 32. Insomma un incentivo per i piccoli partiti ad unificarsi con le solite grosse “potenze” proprio perché sarà più difficile, con queste modifiche, riuscire ad ottenere consigliere comunale se prima il candidato presidente non supererà la soglia del 10 per cento, ovviamente anche l’effetto opposto recherebbe “danni”. Una proposta che ha generato non poche polemiche da parte non solo dell’attuale maggioranza consiliare ma anche dalle opposizioni. Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, ha subito messo in chiaro la sua opinione in merito: «Il tentativo di modificare la legge elettorale regionale rappresenta un duro colpo al pluralismo e alla rappresentanza democratica. Innanzitutto è quanto meno discutibile il metodo che si è voluto perseguire, con l’inserimento della riforma elettorale nel collegato alla Finanziaria dell’Ente di Santa Lucia, ma è ancora più grave aver previsto l’innalzamento delle soglie attraverso la presentazione di emendamenti poco chiari nella forma e nella sostanza e per giunta allo spirare della consiliatura regionale». Per De Magistris si può anche parlare, ormai, di guerre di coalizione per “evitare candidature scomode”. Sembra, infatti, che si stia usando la legislatura e la materia elettorale per evitare l’emergere di forze interne. Anche Luigi Di Maio, Vicepresidente della Camera, attraverso i social network ha approfittato per avere chiarimenti da parte di Caldoro: «Il Movimento 5 Stelle non si lascia intimidire minimamente – scrive su twitter – ma come sempre è in gioco la rappresentanza dei cittadini: così si premiano le coalizioni di 10 liste di partitini con il 3% che non hanno nessun punto di contatto e mirano a spartirsi poltrone e si escludono, invece, i movimenti liberi e le associazioni che lavorano sul territorio. E’ una deviazione palese della rappresentatività democratica».Polemiche che convergono in più punti nonostante linee di pensiero divergenti fanno pensare davvero che tutto ciò sia davvero una manovra fatta male, in riferimento a ciò anche Bassolino ha espresso il suo dissenso: “Cambiare le regole in piena campagna elettorale (saremmo anzi alla vigilia del voto, senza il discutibile rinvio della data ) e mettere una soglia alta è di inaudita gravità . La convocazione di un presidio di protesta è giusta , ed è del tutto legittimo, anzi è un dovere civico fare ostruzionismo.” Si tratta,fondamentalmente, di tutelare gli spazi, ma soprattutto la democrazia.I commenti non sono mancati anche da Marco Esposito che,con il gruppo dei meridionalisti e gli ambientalisti della lista civica MO, ha enunciato: “Cosa sta accadendo in Campania? Che il Consiglio regionale, a poche settimane dal suo naturale scioglimento, vuole cambiare la legge elettorale.. Gli elettori devono sapere che la bilancia è truccata. Contro una tale truffa elettorale, se il colpo di mano sarà realizzato, gli elettori faranno immediato ricorso. A giochi aperti, chi tocca le regole è un baro”. Infine, anche Salvatore Vozza, Coordinatore Regionale Sinistra Ecologia e Libertà Campania, ha cercato più volte un chiarimento e una delucidazione su quanto stia avvenendo al Presidente e ai dirigenti del Consiglio Regionale senza avere nessuna risposta.Insomma, viene da pensare che se una decisione non innalzi da nessun partito favore, probabilmente dovrebbe far porre, a chi è di dovere, dei seri dubbi soprattutto se sono i cittadini a rendersi partecipi, attraverso i social network, per render note le loro posizioni contrarie in merito.

Carmela Davide