Ieri ha salutato i suoi colleghi della Corte Costituzionale, dopo tre anni di lavoro: “Lascio il mio incarico a seguito della mia elezione a presidente della Repubblica”. Il Presidente Sergio Mattarella Si è concentrato sulla scrittura del proprio discorso d’insediamento che, secondo indiscrezioni di Huffingtonpost non sarà nessuno “strappo al cerimoniale, alla liturgia laica che accompagna l’insediamento dei presidenti della Repubblica”.

Dopo il giuramento si dirigerà verso l’Altare della patria e di qui al Quirinale a bordo della Flaminia nera decappotabile del 1960 a sette posti. Nel pomeriggio il presidente, secondo agenda, resterà al Quirinale, mentre il premier Renzi incontrerà il nuovo capo del governo greco Alexis Tsipras.

Al giuramento presenti tutti i leader di partito, ci sarà anche Silvio Berlusconi, assente Grillo, ci sarà una delegazione guidata da Di Maio, Cecconi, Cioffi, Fico. Beppe ha prenotato un incontro con il nuovo Presidente della Repubblica per discutere “dei temi prioritari per il movimento”.

Giunto in aula, l’applauso dei grandi elettori.

“Rivolgo un saluto rispettoso a questa assemblea, ai parlamentari, alle regioni qui rappresentante. Un pensiero ai miei predecessori, Ciampi e Napolitano. A loro va l’affettuosa riconoscenza degli italiani. Al Presidente Napolitano un ringraziamento particolarmente intenso per aver accettato il secondo mandato. Rendo omaggio alla Corte Costituzionale, al Consiglio Superiore della Magistratura presidio d’indipendenza.

La responsabilità di rappresentare l’unità, dal nord al mezzogiorno, l’unità costituita dalle attese dei nostri concittadini, questa unità può essere difficile, l’impegno di tutti deve essere rivolto a superarle queste difficoltà. Il lavoro che manca per tanti giovani, la perdita di occupazione le difficoltà che si incontrano per garantire i diritti. Dobbiamo scongiurare il rischio che la crisi mini i valori della nostra Costituzione.

E’ indispensabile che ci sia la crescita, da articolare soprattutto a livello europeo. Nel semestre europeo il governo ha seguito questa strategia, bisogna confermare il patto costituzionale, per garantire ai cittadini pari uguaglianza sociale. Risposte adeguate alle sfide che abbiamo di fronte, esistono energie che devono esprimersi adeguatamente, penso ai giovani, penso alle imprese, penso alla pubblica amministrazione, che deve declinare i principi costituzionali alle richieste dei cittadini sulla trasparenza.

Parlare di unità nazionale significa dare al paese un orizzonte di speranza. Bisogna ricostruire quei legami che tengono unita la nostra società. Ai connazionali nel mondo il mio saluto, un pensiero di amicizia alle comunità straniere che abitano nel nostro Paese. La strada maestra di un paese unito la testimonia la nostra Costituzione. La crisi di rappresentanza ha reso inutili gli strumenti di partecipazione. In questo Parlamento abbiamo avuto un risultato prezioso: la più alta percentuale di donne e giovani, si tratta di un ottimo risultato.

I giovani parlamentari rappresentano le attese dei propri coetani. Rappresentano inoltre, con la capacità critica e di indignazione, la volontà di cambiare, che diano un contributo positivo all’unità costituzionale. Qui non si è espressione di segmenti di società, si è in queste aule rappresentanti del popolo italiano al servizio del Paese. Tutti sono chiamati ad assumere questo compito. La politica è servizio al bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti. E’ necessario ricollegare alle istituzioni quei cittadini che le vedono lontane.

E’ significativo che il mio giuramento si stia facendo mentre è in atto una riforma della seconda parte della Costituzione. Desidero che questo percorso vada avanti per rendere moderna la nostra democrazia. In parlamento bisogna superare la deroga, c’è bisogno di dialettica parlamentare. Nel linguaggio corrente il compito di capo dello stato è rappresentato dalla figura di un arbitro, l’arbitro deve essere imparziale. I giocatori lo aiutino con la loro correttezza.

Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione, la garanzia più forte è nella sua applicazione, nel viverla giorno dopo goirno, garantire il diritto allo studio ai nostri ragazzi, per una scuola moderna in ambienti sicuri, significa garantire il loro diritto al futuro, significa riconoscerne il diritto al lavoro, significa promuovere la cultua diffusa e la ricerca, significa amare i nostri tesori ambientali ed artistici, significa ripudiare la guerra e promuovere la pace, significa garantire i diritti dei malati, significa che ciascuno concorra alle spese dell’unità nazionale, significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi, significa che le donne non debbano avere paura di violenze e intimidazioni, significa rimuovere ogni barriera che limitino i diritti alle persone con disabilità, significa sostenere la famiglia, forza della società, significa garantire il pluralismo dell’informazione, significa ricordare la resistenza e il sacrificio di tanti, ricordarlo che settant’anni fa liberarno l’Italia dal nazifascismo.

Garantire la Costituzine significa affermare e diffondere un grande sentimento di legalità, la lotta alla mafia e alla corruzione sono priorità assolute, la corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile, l’attuale Pontefice Francesco che lo ringrazio per il messaggio di auguri che mi ha inviato, proprio lui ha usato parole severe contro la corruzione. E’ allarmante la diffusione delle mafie anche in zone del paese che ne erano immuni, incoraggiamo la forza della magistratura che ogni giorni si batte per distruggere questo cancro. Dare forza ai magistrati, penso a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Per sconfiggerla serve una moltitudine di persone tenaci, una politica amministrativa che deve fare il suo dovere.

Il terrorismo internazionale minaccia il mondo, siamo inorriditi dalle barbare decapitazioni, dai tragici fatti di Parigi, il nostro paese ha pagato più volte il prezzo dell’odio e dell’intolleranza, voglio ricordare Stefano Gaj Taché. Aveva solo due anni, un bambino italiano. La pratica delle violenze per via della religione va combattuta, considerare il terrorismo uno scontro tra civiltà è un errore, è un attacco alla democrazia e alla libertà. Non si può combattere chiudendosi nei fortini dei paesi nazionali, usano internet, oggetti sofisticati, la comunità internazionale deve mettere tutte le sue forze. La lotta al terrorismo va fatta con intelligenza, lo Stato deve assicurrare una vita serena lontana dalla paura.

L’emergenza umanitaria deve vedere l’Europa più attenta, solidale, l’italia ha fatto e sta facendo bene la sua parte, siamo grati a tutti gli operatori che affrontano questo esodo. A livello internazionale il sostegno dei notri militari deve essere consolidata verso la pace, alle forze armate, strumento di pace, rivolgo un sincero ringraziamento, ricordando quanti hanno peso la vita nell’asservimento del proprio dovere.

Massimo impegno della vicenda dei due fucilieri della marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, devono tornare in patria. Un pensiero ai civili nell’impegno in posti di guerra, come Padre Dall’Oglio, non si hanno notizie, a loro e ai loro famigliari la nostra solidarietà e vicinanza perché tornino alle loro case.

Per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni: l’ ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo. Mi auguro che negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi, con fiducia, i volti degli italiani: il volto spensierato dei bambini, quello curioso dei ragazzi. I volti preoccupati degli anziani soli e in difficoltà il volto di chi soffre, dei malati, e delle loro famiglie, che portano sulle spalle carichi pesanti. Il volto dei giovani che cercano lavoro e quello di chi il lavoro lo ha perduto. Il volto di chi ha dovuto chiudere l’impresa a causa della congiuntura economica e quello di chi continua a investire nonostante la crisi. Il volto di chi dona con generosità il proprio tempo agli altri. Il volto di chi non si arrende alla sopraffazione, di chi lotta contro le ingiustizie e quello di chi cerca una via di riscatto. Storie di donne e di uomini, di piccoli e di anziani, con differenti convinzioni politiche, culturali e religiose. Questi volti e queste storie raccontano di un popolo che vogliamo sempre più libero,  sicuro e solidale. Un popolo che si senta davvero comunità e che cammini con una nuova speranza verso un futuro di serenità e di pace. Viva la Repubblica, viva l’Italia

Redazione