Colpo di scena a Salerno. La Corte d’Appello ha dichiarato “incompatibile” il sindaco di Salerno del Partito Democratico Vincenzo De Luca disarcionandolo dalla sua carica per la seconda volta in un mese. Il 22 gennaio, dopo una condanna in primo grado per abuso d’ufficio in merito alla nomina di Alberto Di Lorenzo come project manager per il termovalorizzatore di Salerno (poi non realizzato), che nel 2008 rientrava nelle competenze di Vincenzo De Luca in quanto commissario e incaricato dal Governo, era già stato spodestato in base alla legge Severino ma aveva immediatamente impugnato la sentenza al TAR sollevando dubbi sulla costituzionalità della retroattività prevista dalla legge, ed il TAR in base anche al precedente di De Magistris a Napoli gli ha dato ragione “congelando” la procedura in attesa di un pronunciamento da parte della Corte Costituzionale.

Ma oggi è arrivata una sentenza che suona di beffa per il sindaco di Salerno. La Corte d’Appello ha dichiarato di nuovo la decadenza di De Luca dalla carica di sindaco, per altro con effetto immediato, ma stavolta per incompatibilità tra cariche. De Luca ha ricoperto per quasi un anno l’incarico di viceministro alle Infrastrutture all’interno del governo di Enrico Letta, incarico incompatibile con la carica di sindaco, ma soltanto oggi è arrivata la decisione sull’incompatibilità da parte del Tribunale nonostante De Luca non fosse più viceministro da più di un anno. Immediato è stato l’annuncio del ricorso alla Cassazione “contro una sentenza che, essendo fra l’altro cessata da un anno la materia del contendere, propone un giudizio di merito, in tema di incompatibilità, che ci vede in totale dissenso“, ha dichiarato De Luca.  “Al di là di valutazioni più sostanziali, non si comprende la decadenza dalla carica elettiva e precedente, rispetto a un incarico non elettivo e successivo. Attenderemo con serenità la pronuncia della Cassazione.”

Intanto quest’ultima tegola sul sindaco di Salerno cade alla vigilia delle primarie del centrosinistra per scegliere il candidato governatore per la Campania, fissate dopo vari rimandi al 22 febbraio, ed al riguardo De Luca pare non arretrare di un millimetro. “Esprimo la mia soddisfazione per la sentenza della Corte d’Appello che, stabilendo la “decadenza”, consente la continuità dell’attività amministrativa, evitando la nomina del Commissario e lo scioglimento del Consiglio“, ha dichiarato. “Questo mi lascia pienamente libero di sviluppare la mia iniziativa in vista delle primarie per la Regione Campania“. Paradossalmente De Luca anche dopo la condanna rimarrebbe comunque uno dei pochi nomi sicuri della corsa alla candidatura, se non l’unico, in quanto dall’altra parte si vedono attivi principalmente Andrea Cozzolino e l’ex-SEL Gennaro Migliore, quest’ultimo tuttavia proposto al Nazareno anche come candidato unitario calato “dall’alto” e senza ancora una decisione unanime su chi contrapporre a De Luca nella corsa.

Giacomo Sannino