Si è tenuto ieri presso la sede dell’ordine degli Architetti di Napoli il convegno incentrato sulla Città Metropolitana, e sulle opportunità che questa offre, dove è stato presentato anche il libro del professor Tammaro Chiacchio, scritto insieme agli avvocati Rocco Felaco e Vittoria Chiacchio.

Le potenzialità della città metropolitana e la necessità di redigere uno Statuto che sappia cogliere sono i temi centrali del libro, intitolato “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle provincie, sulle unione e fusione di comuni”, edito da Giannini editore. Alla presentazione hanno partecipato anche Pasquale Sommese, il sindaco di Melito e segretario provinciale del Partito Democratico Venanzio Carpentieri, il presidente dell’Ordine degli Architetti Salvatore Visone e Giuseppe Palma, emerito ordinario di diritto amministrativo alla Federico II.

Si tratta di una delle riforme più avanzate del sistema delle autonomie locali a Costituzione invariata, ma ora il vero problema è riuscire a tradurre le potenzialità che si accompagnano alla legislazione sulla città metropolitana in atti concreti volti allo sviluppo del territorio“. A spiegarlo è l’autore stesso del libro, Tammaro Chiacchio, secondo cui “la questione nodale” è costituita dalla redazione dello Statuto che “deve saper cogliere le grandi potenzialità e legittimare il consenso democratico. Deve essere una istituzione con cui i cittadini devono iniziare a fare i conti da subito e a non sentirla estranea“. Rispetto alle altre città metropolitane in Italia, quella di Napoli non ha ancora un proprio Statuto ed il confronto è stato aperto solo trai sindaci. “Siamo – ha spiegato Carpentieri – in una fase di ascolto che è necessaria perchè questa riforma è nata un po’ in provetta e il mancato coinvolgimento dei cittadini nella fase di start up e delle elezioni ha pesato parecchio“. Carpentieri spiega che la conoscenza della riforma tra la cittadinanza è assolutamente bassa e auspica un maggior coinvolgimento, magari con l’elezione diretta del Sindaco Metropolitano.

Questo momento di grande trasformazione può diventare, a precise condizioni, un’opportunità per una migliore governance del territorio“. Così l’assessore alle autonomie locali Pasquale Sommese in relazione alla nascita del nuovo ente. Sommese, in occasione del libro, ha sottolineato come la Regione abbia “già da tempo attivato e portato avanti diversi tavoli e osservatori per un confronto tra tutte le parti“, un confronto definito “costruttivo e propositivo“. La riforma Delrio introduce una trasformazione il cui “ruolo guida spetterà a Regione e Comune, ma si renderà necessario e indispensabile un continuo confronto non solo tra loro, ma anche con tutti gli altri enti, le associazioni, le istituzioni e i cittadini“.

Francesco Di Matteo