muralesNAPOLI – Napoli è tutto e il contrario di tutto. Napoli è camaleontica. È la città cattolica devota a San Gennaro, è la città esoterica del Cimitero delle Fontanelle; è la città delle vie nobili, di via Toledo, via dei Mille, via Caracciolo, dietro alle quali si nasconde un quartiere dove, si dice, non ci sia luce perché i palazzi sono così addossati l’uno all’altro da non far passare i raggi del sole.

Tra il meraviglioso e il grottesco, Napoli riesce a stupire sempre e comunque. Quel meraviglioso e grottesco dialogano, vivono in simbiosi. E allora non ci si stupisca se nel centro storico della città, in quei vicoli spesso temuti p’ ‘a mala gent’ ca c’ sta, nasce un’opera d’arte. Anzi più di una. Un’arte tutta contemporanea, quella dei murales e dei graffiti. La Street Art, per intenderci. È quell’arte da strada che ha dipinto (qualcuno direbbe “imbrattato”) diversi quartieri del centro storico, fino a raggiungere le periferie. Le immagini dei graffiti napoletani, di importanti writers nostrani e stranieri, hanno fatto il giro del mondo e c’è chi ha deciso di creare una visita guidata per apprezzarli e capirli meglio.

Che piaccia o meno, la Street Art è un modo originale e alternativo di esaltare le strade della città. Alcuni luoghi, abbandonati a loro stessi o in un degrado urbano e culturale, hanno trovato nuova vita grazie ai murales. Gli edifici diventano un’esplosione di colori, e c’è sempre un filo rosso che lega i dipinti che si affacciano sui palazzi e la storia dei quartieri.

Murales-Pino-DanieleL’idea di dare risalto ai graffiti del centro storico, provando inoltre ad eliminare un certo pregiudizio, ancora vivo, che etichetta quest’arte come deturpatrice del patrimonio urbanistico, è stata lanciata dall’Ass. Culturale 400 ml. Il nome delinea la natura dell’Associazione, riferendosi al contenuto di vernice di una bomboletta spray in millilitri. Attraverso la sua attività, 400 ml analizza ed esplora le evoluzioni della Street Art in relazione ad altre forme espressive, come l’audiovisivo, la fotografia, la grafica ed il webdesign.

È un invito a guardare in maniera nuova i vicoli di Napoli. Non solo motorini con tre o più ragazzini a bordo, non solo panni appesi tra un edificio e un altro ― immagine che, se a molti napoletani e italiani del nord fan storcere il naso, i turisti apprezzano trovandola folkloristica, innocua e sintomo di una vita ancora genuina ―, anche capolavori, sparsi qua e là, di writers partenopei e stranieri, come Cyop&Kaf, C215, Banksy e ancora Zilda. Questi artisti di strada hanno reso Napoli una galleria d’arte all’aperto, a disposizione di tutti. Arte e urbanistica si fondono, creando esiti del tutto originali e divertenti, allontanandosi dal tradizionale concetto di “mostra d’arte”, al chiuso dei musei ed inevitabilmente fruibile solo ad un certo target di persone.

murales3In questo modo, anche ‘e scugnizziell’ ro’ quartier’, o chi è vissuto nel buio di un’ignoranza spesso indotta, possono conoscere a poco a poco cosa vuol dire arte e scoprire di farne parte.  La visita guidata è prevista per Sabato 7 febbraio, ma la mostra è aperta 365 giorni all’anno ed è vivamente consigliato guardarla e viverla (questo fa la Street Art, vive la città) per salvare e salvarsi da clichet degradanti che ritraggono spesso, ingiustamente, i quartieri storici di Napoli.

Quando: Sabato 7 Febbraio 2015 alle ore 14

Dove: Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli

Per info e prenotazione obbligatoria: 333/1589423 o contattare l’email napolipaintstories@gmail.com

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.