Se è vero che lo specchio dell’economia italiana ha da sempre riflettuto immagini alternate tra crisi e alti picchi, bisogna riconoscere che gran parte del successo economico italiano deriva dal settore del turismo. Ma, stando ai dati dell’Istat, dal 2003 al 2013, il belpaese è rimasto al palo, mentre in tutta Europa i dati restano più confortanti.

Nel decennio considerato, infatti, i flussi turistici in Italia sono cresciuti solo del 9%, nonostante l’aumento del 12% riguardante le strutture ricettive. Un valore relativamente basso se si considera la Francia, che sembra riportare, al contrario, un aumento del 52,4%.

Si può quindi affermare con certezza che la crisi sta progressivamente investendo anche il settore trainante della nostra economia: basti pensare alla nuova tendenza che vede la scelta dell’alloggio privato. Proprio nel decennio considerato, cercare una casa per le vacanze sembra essere stata la scelta di quasi il 60% dei viaggiatori, considerato il risparmio. Risparmio che, decisamente, aumenta se l’alloggio privato appartiene ad amici e parenti.

I dati che nessuno aspetterebbe, a questo punto della nostra indagine, sarebbero quelli circa la Campania. Nonostante le criticità organizzative, il più delle volte legate ai mezzi di pubblico trasporto, la nostra regione si piazza come terza regione italiana per l’aumento dei visitatori stranieri, prevalentemente inglesi e tedeschi, anche se, notevoli sono state le presenze dei russi.

Nonostante le emergenze rifiuti ormai superate, la criminalità, l’incuranza dei siti archeologici e storici, la Campania è la terza regione italiana, dopo il Lazio e la Toscana, a essere elogiata all’estero, sia per le sistemazioni alberghiere sia per i prodotti tipici culinari. Un successo riscosso altrove più che nel territorio nazionale.

Il 33% degli stranieri venuti in Italia ha però lamentato giudizi alquanto negativi, riguardanti prevalentemente le tasse di soggiorno che, secondo Federalberghi, per gli hotel a 4 o 5 stelle, sfiorerebbero quasi i 10 euro al giorno (tetto massimo consentito dalla legge, ndr). Il tutto implicherebbe una conseguente scelta verso altre mete, preferibili perché con tasse più basse. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, denuncia la follia del sistema italiano, che anziché incentivare il settore più importante dell’economia, lo danneggia e attua un procedimento punitivo verso tutte le altre attività al settore collegate.

Urge quindi una revisione legislativa in capo ad ogni regione, affinché siano possibili misure più agevoli per il settore più importante in Italia. Ma, pare che proprio l’autonomia regionale nel settore turistico sia la pecca più grossa del sistema organizzativo dello Stato italiano.

Anna Lisa Lo Sapio

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Nata in provincia di Napoli, 11/06/1983. E' Laureata in Scienze Politiche. Inizialmente, ha lavorato nell'area commerciale di alcune aziende ma ha presto capito che la sua strada non poteva avere a che fare solo con l'aspetto economico della vita. Amante della storia e appassionata dei segreti di Stato, ha realizzato studi e ricerche sulla società italiana durante gli anni di piombo e sui motivi che spingono l'uomo a commettere stragi e ribellioni contro altri uomini. Di se stessa dice : "Meglio vivere una verità difficile che una bugia comoda". Vive a Edimburgo. Per scriverle: losapio.annalisa@libero.it