BAGNOLI – Bagnoli, molto probabilmente, dovrà fare i conti con il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Non è un modo di dire, anzi, ciò che è in gioco è una somma di 189 milioni di euro che la Fintecna, azienda di stato, vuole dal Comune.

L’atto è stato notificato direttamente a de Magistris ,il 15 gennaio, per conto di Riccardo Taddei, ed ora si attende l’udienza del 7 maggio al Tribunale civile. La grande somma di denaro risale al costo dei terreni dell’area occidentale che Palazzo San Giacomo, nel 2001, ha acquistato e che l’ente non ha mai pagato per intero.

Un paradosso per de Magistris che poco tempo fa aveva dichiarato, o meglio firmato un’ordinanza, “chi inquina, paga”; ciò non cambia, però, che la società statale esige assolutamente  il mancato pagamento delle aree ex Ilva ed ex Eternit. Il Comune di Napoli si dichiara intanto pronto a presentare ricorso contro la sentenza del Tar della Campania che ha ordinato, dopo aver accolto il ricorso di Fintecna, di risarcire il danno causato in quell’area di Bagnoli.

De Magistris non molla, anzi definisce quanto sta accadendo una “grande battaglia di civiltà giuridica e di tutela della salute dei cittadini, dal momento che nasce dal principio ‘chi inquina paga’”.

Il tutto risale, o meglio ha avuto il suo apice, dopo l’ordinanza del 3 dicembre 2013, quando il Comune di Napoli aveva identificato come responsabili dell’inquinamento dell’area Fintecna la Fondazione Idis e Cementir. Le due possibili responsabili dovevano risarcire tutti i danni che fino ad allora erano stato stati causati, eppure oggi è de Magistris a trovarsi con le spalle al muro. Il 2013, inoltre, è stato un anno molto duro per Bagnoli, anche perché il progetto Bagnoli Futura si è ritrovato  quasi a pezzi. Un disastro ambientale che ha portato nel registro degli indagati 21 ex dirigenti di vari enti locali e della società stessa Bagnolifutura. In realtà, il fallimento di Bagnoli è un fallimento che coinvolge più ambiti e più persone che, anche all’interno dell’amministrazione e del governo, non hanno saputo regolare e creare un intervento diretto ed efficace. Proprio a Bagnoli, infatti, la situazione è degenerata e degenera ancora oggi di giorno in giorno. Uno stato di abbandono e di totale degrado che si riflette nella salute dei cittadini. Una carrellata di progetti che vanno dal 1996 ad oggi, senza nessun tipo di risultato e che ancora oggi non prevedono alcun tipo di sbocco.

Carmela Davide