Ha fatto tanto discutere la norma, scovata nella delega fiscale, che prevedeva la cancellazione del reato di evasione fino ad un massimo del 3% sul reddito, definita subito “salva-Berlusconi”. Oggi il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha smentito tale tesi in un’intervista al quotidiano Avvenire, definendola “offensiva”.

“Il nostro messaggio – spiega il Ministro – non è quello che facciamo dei regali che valgono il 3% dell’evasione, ma di stabilire dei meccanismi per dire: se non vai oltre certe soglie considero ragionevole un errore materiale commesso e applico le sanzioni amministrative”. Padoan, quindi, spiega che la norma è destinata a proteggere dal reato di evasione chi commette piccoli errori, in buona fede, introducendo una sorta di tolleranza sulla dichiarazione. Non solo: il Ministro spiega che la norma è ancora allo studio e prevede sicuramente delle modifiche.

“Fra gli strumenti da adottare non c’è solo la percentuale in sè, ma anche i limiti entro i quali farla scattare”, ovvero la norma sarà applicata solo per evasioni leggere, non solo relativamente al debito (in percentuale) ma anche sul piano assoluto. La norma così impostata, quindi, sbaraglia tutte le polemiche delle ultime settimane che la interpretavano come un’enorme favore ai ricchi: il 3% rappresenta una grandissima somma di denaro per un milionario, mentre è di soli pochi euro per un dipendente o un operaio. Impostando un limite assoluto per far scattare la legge, si evitano accuse di incostituzionalità (applicare a tutti la stessa percentuale viola la progressività delle imposte) diventa una vera garanzia per chi commette errori di calcolo in buona fede

Nel decreto attuativo della delega, che approderà al Consiglio dei Ministri il prossimo 20 febbraio, “la frode fiscale esplicita e i reati più gravi, come le false fatturazioni, saranno esclusi dal campo d’applicazione” e pertanto “saranno punibili penalmente”. Al Consiglio del 20, inoltre, ci sarà anche “la revisione del Catasto e la fatturazione elettronica fra imprese”. Durante l’intervista Padoan, inoltre, rassicura tutti sull’applicazione delle clausole di salvaguardia su aumento Iva al 25,5% e accise e promette “Non scatteranno. Stiamo introducendo riduzioni nella spesa che danno vita a coperture via via crescenti”.

Padona si concede un piccolo passaggio anche sulla riforma delle Popolari, difesa a spada tratta dal ministro, che spiega come “la nostra proposta è per rendere le popolari in grado di reggere meglio alle pressioni future. Stiamo rafforzando il sistema bancario, non lo stiamo indebolendo”. Il Ministro si mostra sicuro sulla normativa, e provocatoriamente dice che “Non si torna più indietro. È come per l’euro. E, se i fatti dovessero dimostrare che non è come diciamo noi, non esiterei nemmeno un secondo a lasciare il mio posto”.

Francesco Di Matteo