Jerez de la Frontera – In qualsiasi sport vogliate, i giochi non si decidono fin quando non si inizia a fare sul serio: ecco, i test precampionato in Formula Uno si possono benissimo paragonare ad un’amichevole di calcio estivo. L’unica differenza forse è nel clima, perché solitamente le vetture iniziano a scendere in pista in pieno inverno, quando ancora non dispongono di un assetto definitivo da presentare poi ad inizio stagione, o sono alla ricerca di nuovi accorgimenti. D’altronde “testare”, dall’inglese – com’è ovvio – significa questo, e se anche il banco di prova di Jerez dovesse essersi trasformato in un pretesto per fare competizione, adesso staremmo guardando tutto un altro Mondiale rispetto al 2014.

Ad ogni modo, le prime quattro giornate di prove sul circuito spagnolo hanno già dato le prime indicazioni sulle nuove vetture. La sorpresa di questa sessione – la speranza è che lo possa rimanere per tutto l’anno – è stata la SF15-T, la nuova Ferrari, figlia contesa della gestione Mattiacci e dell’attuale di Maurizio Arrivabene, che ha mantenuto la testa della classifica dei tempi per tre giorni su quattro sia con Vettel che con Raikkonen. Unica sbavatura al giorno tre, quando è stato il brasiliano neo acquisto della Sauber Felipe Nasr a far segnare il miglior crono e a ridare spolvero ad un team che, fino ad un anno fa, bighellonava nel fondo della griglia e che ora, grazie alla motorizzazione Ferrari, sembra aver ritrovato la giusta autostima.

Ecco il prospetto dei tempi registrati in tutte e quattro le giornate:

– Giorno 4:

TEST 1

– Giorno 3:

TEST 2

– Giorno 2:

TEST 3

– Giorno 1:

TEST 4

Certo, al momento sarebbe altamente improbabile pensare di poter pronosticare con fiducia se e quale potrà essere il diretto concorrente della Mercedes nel Mondiale 2015. Dal 2009 a questa parte, infatti, a Maranello la stessa sorte dei test non si è quasi mai ripetuta anche in campionato: poca roba la F14T, ad esempio, che ad inizio stagione era data come una delle vetture che, con l’ingresso in F1 dei nuovi regolamenti tecnici, più si sarebbe adattata ai motori elettrici ibridi. Presto detto, presto (non) fatto; del resto sappiamo tutti com’è andata.

E allora cosa possiamo davvero aspettarci? Le domande sono tante e, a dirla tutta, nonostante a Jerez i tempi sul giro siano drasticamente calati rispetto all’anno scorso – sintomo, questo, di un netto potenziamento dei motori – i veri interrogativi riguardano perlopiù le altre scuderie.

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Appurato, infatti, che la Ferrari ha avuto naturali e palesi miglioramenti rispetto a un anno fa, vuoi perché la macchina sembra davvero aver centrato le necessità dei piloti – Kimi Raikkonen su tutti – o perché uno di questi si chiama Sebastian Vettel, o per le innumerevoli modifiche apportate all’assetto del telaio, alla conformazione del motore (si parla di circa 70-80 cavalli in più) e alle componenti aerodinamiche, allora non rimane che chiedersi quale siano le situazioni degli altri team.

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L’unico sbavo in quattro giorni di test per la Mercedes: Lewis Hamilton finisce in testacoda con la sua W06.

Da un lato fanno la loro figura i ben 516 giri percorsi, in due, da Hamilton e Rosberg, qualcosa come 7 gare simulate dalle quali viene fuori, fin da subito, l’immagine di una vettura matura e già pronta a scendere in pista; dall’altro lato, invece, il primo deludente passo della tanto attesa McLaren – Honda, che ha piazzato i suoi due piloti addirittura nel fondo della classifica, non riuscendo a fare di più di qualche semplice giro di installazione. I problemi riscontrati al momento sono tanti, ed è strano pensare a come la situazione potrebbe capovolgersi nuovamente nel giro di poco più di un mese, che è quanto ci separa dal Gran Premio di Melbourne.

Al momento quel che è ovvio è che il Campionato di Formula Uno 2015, al di là del presunto riaffermarsi della coppia vincente Mercedes, potrebbe regalarci alcune sorprese; quello che viene da chiedersi, però, è come saremmo capaci di reagire se fin dall’Australia, in casa Ferrari, le cose dovessero andare bene. Attenzione, perché la delusione è sempre dietro l’angolo, ma quest’anno il tifoso non avrà scuse. Già, perché qualcuno prima di lui, qualcuno molto più importante di lui (“Un miracolo se vinciamo due Gp…”), lo ha già messo in guardia.

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Nicola Puca