A Grumo Nevano la maggioranza, guidata da Enzo Brasiello, non è mai stata granchè unita: ideologie politiche ed interessi diversi, sono alla base delle continue crisi governative e fasi di verifica. E le verifiche di maggioranza, a soli 20 mesi dall’insediamento, sono arrivate già a tre, con l’ultima ancora in fase di discussione.

E nella giornata in cui l’assessore Amoruso, esponente del Movimento Popolare Campano, viene estromesso dall’esecutivo, il Partito Democratico organizza un incontro pubblico con la città. All’incontro assistono circa 40 persone, tra cui il Sindaco, alcuni consiglieri di opposizione (D’Errico, Di Bernardo, Miele, Iovine), i consiglieri del Movimento Popolare Campano (Ruggiero e Faccenda), protagonisti nelle scorse settimane di un tentativo di ribaltone andato a male ed un repentino ri-allineamento alla maggioranza consiliare. Nessun esponente della maggioranza, oltre al presidente del consiglio Pina Chianese, ha partecipato all’incontro, prova dei rapporti freddi che ormai ci sono trai democratici e il resto della maggioranza. A conferma, ancora, dei rapporti tesi tra democratici e maggioranza è da leggere la mancata stretta di mano tra il sindaco e il segretario, Tammaro Gervasio, alla fine dell’incontro.

L’incontro inizia con il segretario che illustra i punti di un documento politico distribuito tra il pubblico. Mentre si rivendica la buona azione del governo nell’opera di risanamento del bilancio, si lamenta “l’assenza di partecipazione e di trasparenza“, accusando esplicitamente il sindaco di avere una “maggioranza all’interno della maggioranza“, un cerchio magico con il quale il Partito Democratico deve continuamente fare i conti. A sostegno del segretario interviene anche Bartolo Cristiano, membro di spicco della sezione territoriale del partito, che accusa il sindaco di avere “scarsa programmazione” e di non avere la volontà di includere nel processo decisionale tutte le forze della maggioranza. Intervenuto il sindaco, invece, rinnega le accuse dei democratici e li accusa di non “aver presentato mai nessun progetto” da vagliare, scatenando le ire dei componenti del partito.

La discussione, poi, si è spostata sul progetto di affidamento a privati del servizio di illuminazione pubblica per 22 anni, servizio che avrebbe fornito alla città anche vari servizi come il wi-fi gratuito e sistemi di videosorveglianza. In merito Raffaele Vitale, anch’esso componente della sezione territoriale del PD, ha esaustivamente illustrato come il progetto, avallato dall’ufficio tecnico, in cui sono presenti grossolani errori, oltre ad illustrare come l’impianto, costruito in autonomia con lampade al led, possa rappresentare una buona fonte di denaro, a lungo termine, per la città. In merito si esprime anche il consigliere Ruggiero, che insieme a Gervasio ha bloccato il progetto, denunciando un senso di “non trasparenza“: “Come ha fatto quest’azienda di Roma ad arrivare a Grumo Nevano? Si valutino prima altre offerte“.

Il momento, come lo stesso segretario ha spiegato alla fine dell’incontro, pone il PD di fronte ad un bivio: dopo i fatti di ieri o il PD toglie la fiducia alla maggioranza e porta tutti alle urne; o ricuce lo strappo, da alcuni componenti del PD definito “non più ricomponibile“, e riprende il lavoro in maggioranza. Se il PD decidesse di abbandonare Brasiello si unirebbe ad altri 6 potenziali “alleati” (D’Errico, Di Bernardo, Rennella, Miele per l’opposizione; Iovine che è passato all’opposizione; Faccenda e Ruggiero che non hanno più espressione in giunta). A quel punto il sindaco, forte di un gruppo di 6 fedelissimi, dovrebbe appoggiarsi sul gruppo dei Moderati (Landolfo, Cimmino), che già l’hanno salvato nella ‘congiura di Natale’, e su Antonio Chiariello, anch’esso nel gruppo consiliare del PD ma colpevolmente assente ieri all’ingresso. E intanto lunedì ci sarà un nuovo consiglio comunale che si preannuncia infuocato.

Francesco Di Matteo