Vittorio Sgarbi con Ciro Perna: autore di Arromog
Vittorio Sgarbi con Ciro Perna: autore di Arromog

Intervista a Ciro Perna, autore del libro “Arromog: Gomorra letto da un altro punto di vista“. Un testo in cui, pur non rinnegando le parziali verità espresse da Roberto Saviano nel best seller Gomorra, si vuole mettere in evidenza che le problematiche di territori come Scampia, ma non solo, sono state fin troppo strumentalizzate, al punto tale da sfociare in episodi di dubbia esistenza/veridicità. Arromog nasce quindi anche per dimostrare che alcuni di questi episodi sono frutto di fantasia, infatti è, come recita una sua nota in copertina: “Critica ad un capolavoro editoriale, letto da tutti, ma studiato da nessuno”.

Arromog: un libro volto a tutti o ad un pubblico di lettori ben preciso?

“A tutti. Ma sopratutto a chi ha letto Gomorra e da questa lettura ha mitizzato il Saviano scrittore. Un Saviano che per me è solo un fotocopiatorista, un eroe di carta. Gli eroi veri sono le persone che rimangono sul territorio e cercano di cambiarlo, senza scappare con una scorta via dalla Campania.”

Rispetto al Gomorra di Saviano, Arromog è solo un punto di vista inverso o una trattazione contenutistica opposta?

“In Arromog confermo le verità di Gomorra, verità copiate e incollate da sentenze di processi e da articoli di cronaca nera dei giornali napoletani e casertani. Io contesto i brani dove lui inventa degli episodi, mai accaduti, li analizzo e dimostro come questi non siano veritieri. Dal 20% di falsità allo stato puro di Gomorra, nasce il mio Arromog.”

Quando e come è nata l’idea di scrivere Arromog?

“Nacque nel 2011. Dovevo fare una tesina per un corso da sindacalista. Aprii per caso Gomorra in una libreria (non l’avevo ancora letto, e Saviano mi era pure simpatico) e, con mia immensa sorpresa, il libro iniziava con il seguente brano:

Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell’aria, lo spreader, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti, l’uno sull’altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l’uno con l’altro. Ecco dove erano finiti. I corpi che le fantasie piu’ spinte immaginavano cucinati nei ristoranti, sotterrati negli orti d’intorno alle fabbriche, gettati nella bocca del Vesuvio. Erano li. Ne cadevano a decine dal container, con il nome appuntato su un cartellino annodato a un laccetto intorno al collo. Avevano tutti messo da parte i soldi per farsi seppellire nelle loro citta’ in Cina. Si facevano trattenere una percentuale dal salario, in cambio avevano garantito un viaggio di ritorno, una volta morti. Uno spazio in un contai¬ner e un buco in qualche pezzo di terra cinese.

Io lavoro nel porto di Napoli dal 1992, mi occupo di imbarco e sbarco di containers su navi, dirette in Cina. Una stronzata del genere, come quella riportata poc’anzi, non l’avevo mai vista, né sentita. Allora pensai, se nei primi righi di Gomorra Saviano ha scritto una stronzata del genere, come credergli nelle restanti 399 pagine? Intitolai la tesina “Da best…ialità non controllate a best…seller mondiale”, ed era una critica verso i mass-media, che non avevano mai chiesto nulla a Saviano sull’episodio. La cosa finì alla tesina. Non andai oltre a leggerlo, tanto che ero schifato da tanta superficialità.”

Per affrontare temi delicati come: mafia, droga e camorra, ci vuole più coraggio o più senso del dovere civico/morale?

“Ci vuole che ognuno faccia semplicemente il suo, educando i propri figli, parenti, amici e comportandosi onestamente. Il resto lo devono fare le forze dell’ordine, con un controllo serio del territorio. Lo devono fare i giudici con sentenze esemplari e certezza della pene. Lo deve fare lo Stato, investendo nei quartieri a rischio. Lo deve fare la scuola, togliendo dalla strada quanti più ragazzi possibili.”

Cosa pensa che abbia sbagliato Roberto Saviano in merito all’evoluzione che ha avuto Gomorra nel tempo?

3Dnn+9_2B_med_9788804613169-gomorra_original“Scrivendo moltissime bugie. Se Saviano arrivato all’apice della notorietà, avesse sfruttato la sua fama per fare qualcosa di concreto per Napoli, pubblicizzando le attività delle associazioni operanti a Scampia e negli altri quartieri a rischio, gli avrei/avremmo perdonato quanto scritto in Gomorra… pure le non verità. Ma lui invece, dopo il libro, è partito con il film, poi con un’opera teatrale e poi ancora con la fiction. Ha creato un brand Scampia, e su questo brand sta continuando a lucrare, lui che napoletano non è. È solo nato a Napoli, da padre di Frattamaggiore e da madre ebrea/sefardita di origini liguri. Lui è cresciuto a Caserta, non gliene frega un cazzo di Napoli. Lui mette in risalto, anche nei suoi post di Facebook, solo i lati negativi della città, unicamente per alimentare il brand che ha creato. È come se si raccontasse che nel Bronx ci sono anche tante iniziative positive; come credere poi alle decine di film ambientati lì?”

Quali tipi di difficoltà ha dovuto affrontare nel presentare alle case editrici un libro “contro” Gomorra?

“Ah su questo sono stato molto aiutato. Difficoltà non ne ho proprio avute. Il libro non è stato proprio cagato dalle case editrici. Il perché? Non lo so. Saviano tira ancora, tutto quello che tocca diventa oro. Ciro Perna è un operaio, padre di 3 ragazzi. Sono più redditizie le stronzate che scrive uno scrittore di successo o le verità di un povero cristo?”

Arromog, per lei che ne è l’autore, cosa rappresenta?

“Semplicemente come recita il titolo stesso: Gomorra letto da un altro punto di vista. È una critica ad un capolavoro editoriale, letto da tutti, ma studiato da nessuno.”

Dal libro, al film, alla serie. È Gomorra che ha creato un business o è il business che ha creato Gomorra?

“Gomorra ha creato un business, un brand che funziona. Ci dobbiamo aspettare solo un cartoon e un fotoromanzo, così si finisce per sfruttare ancor di più un brand così redditizio.”

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Come stanno andando le vendite di Arromog?

“Bene, soprattutto se consideriamo che il libro è stato auto-prodotto da me stesso. È nelle edicole di Napoli e provincia da mercoledì 28 Gennaio. La settimana prossima sarà anche nelle edicole di Caserta, poi in quelle di Avellino, Benevento e Salerno. L’idea è quella di espandere la distribuzione del libro a macchia d’olio anche in altre regioni: Lazio, Puglia, Calabria e non solo.”

È stato già invitato come ospite radiofonico/televisivo per presentare il suo libro?

“Per ora solo in radio. Ringrazio per avermi dato voce: Radio club 91, Radio Crc targato Italia, Radio Kiss Kiss Napoli e Radio Amore i migliori anni. Le radio hanno molto più coraggio degli editori, sono più libere.”

Come intende dar seguito alla pubblicazione di Arromog?

“Per il momento, facendo altre interviste radiofoniche, nelle radio delle provincie in cui sarà distribuito il libro al costo di 10€. Dovrò partecipare anche ad alcuni programmi televisivi.”

Prossimi progetti editoriali?

Intervista da parte di un quotidiano a Ciro Perna: autore di Arromog
Intervista da parte di un quotidiano a Ciro Perna: autore di Arromog

“Tra lavoro (turni h24) e 3 ragazzi, tempo per scrivere ne ho poco. Non avevo e non ho velleità da scrittore. Però lo sfizio di raccontare le peripezie, le promesse, le delusioni e le conoscenze avute in questi 14 mesi in cui ho presentato ai vari editori il mio libro, prima di andare in vendita, mi è venuto. Mi piacerebbe raccontare dei contatti avuti con personaggi come Sgarbi, Cazzullo e di altri giornalisti o personaggi famosi, tutti incuriositi dal mio libro, che hanno trovato interessante, leggero, divertente, ma soprattutto: vero.”

Se dell’hinterland partenopeo potesse cambiare qualcosa in un istante, cosa cambierebbe?

“La vita dei ragazzini che vivono per strada, i colori e le strutture degli edifici, soprattutto delle scuole.”

Un messaggio per le autorità politiche locali.

“Aiutateci a farci togliere questo marchio di cattive persone che vivono in una città cattiva. Facciamo risplendere la nostra bella e grande Napoli. Rispolveriamo tutte le tradizioni antiche: Piedigrotta, Festival di Napoli, facendoli diventare motivo di vanto, di riscatto e di attrazione turistica.”

Note auto-biografiche di Ciro Perna: autore di Arromog

“Sono nato a Napoli nel 1968. Ho conseguito il diploma di perito elettrotecnico all’Itis Alessandro Volta di Napoli. Sono sposato e padre di 3 bambini. Lavoro nel porto di Napoli con la mansione di terminalista e conduttore di mezzi meccanici dal 1992. Malato del del Napoli e credente nel Dio: Maradona.”

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Fonte immagine media: google.it / huffingtonpost.it

Fabio Palliola