In Campania è un dramma all’interno del PD, mentre chi sta fuori assiste ad una battaglia che poco ha a che vedere con i problemi dei cittadini della regione, nel Partito Democratico ci si spacca sul dilemma primarie.

Dopo il nome di Nicolais, su cui la convergenza sarebbe solo di quella parte moderata del Partito Democratico, i due big della competizione non hanno la benché minima volontà di mollare il colpo. La fune, prima o poi, però si strapperà e non si sa da che lato. C’è chi sta facendo di tutto per evitare le primarie affinché il candidato unico sia imposto dall’alto, magari con un tweet e chi, invece, lotta per farle.

Andrea Cozzolino è su tutte le furie, lui ha già iniziato da molto la campagna elettorale e su Facebook ha scritto: “La girandola di nomi sul candidato presidente che da mesi imperversa sui media nel nome presunto dell’unità, o di altrettanto presunte volontà romane, non fa bene al Partito Democratico. L’abbiamo detto più e più volte: le ‪#‎primarie‬ sono l’unico terreno nel quale verificare la reale unità e non quella di facciata”. Un attacco all’establishment renziano, al quale non va giù la candidatura sia di Cozzolino che di De Luca. “Continua a circolare un’ipotesi politicamente e statutariamente distruttiva per il ‪#‎Pd‬: quella d’impedire le primarie attraverso la convocazione dell’assemblea regionale che dovrebbe annullarle – scrive, facendo riferimento alla possibile assemblea che ci sarebbe venerdì – vorrei ricordare a tutti che l’assemblea ha già deliberato e scelto nel mese di Giugno 2014 che lo strumento per scegliere il candidato presidente fossero le primarie”.

Cozzolino non molla, ma aggiunge: “Altra cosa è se giungesse la richiesta da parte di chi ha formalizzato solo Sabato la sua candidatura di un brevissimo ulteriore rinvio. Su questo si può ragionare”, una mano tesa a chi, come Migliore, ha annunciato da poco la sua discesa in campo, dopo molte settimane di retroscena, per sfidare gli altri candidati durante le primarie.

Anche Vincenzo De Luca non perde l’occasione e sempre su Facebook attacca i dirigenti del suo partito che lo ritengono “inopportuno”: “Continua ad essere pratica diffusa quella che io definisco strategia della confusione. Ad essere “inopportuna” non è la mia candidatura ma questo modo di agire, che dimostra l’evidente difficoltà nel mantenere un comportamento corretto”. Ma sulle primarie è molto chiaro: “Rispetto all’eventuale candidato unitario del PD, ritengo che il solo candidato unitario sarà colui che vincerà le ‪#‎primarie‬.”

Redazione