Filippo Roma è inviato ed autore storico de ”Le Iene” ma nella sua vita professionale ha fatto di tutto e di più.

A 27 anni collabora con il grande regista Mario Monicelli alla realizzazione di un cortometraggio presentato poi al Festival del cinema di Venezia, successivamente riveste il ruolo di responsabile marketing a Radio Capital prima di entrare a far parte de ”Le Iene”: ruolo che riveste da ben 11 anni.
Tra i suoi tanti servizi abbiamo deciso di ricordarne qualcuno: (link del servizio in allegato)

-Come ridurre i costi della politica: uno dei tanti servizi che riguardano la politica e gli abusi della”casta”.
-Ladri di monete: il servizio a cui Filippo tiene di più, quello in cui ”Dartagnan” lo butta nella fontana di Trevi.
-Barbereschi: assenteista e furioso: il servizio perfetto.

Ho avuto la possibilità di ripercorrere la carriera di Filippo Roma ponendogli qualche domanda e questo è quello di cui abbiamo parlato:

In che modo i tuoi studi in economia hanno influenzato la tua carriera da giornalista, c’è una qualche connessione tra le due cose?
Sono due cose apparentemente separate ma nella sostanza collegate: quando ho scelto di studiare economia e commercio non avrei mai immaginato di fare il giornalista: solo ora mi rendo conto di come questo tipo di studi mi abbiano aiutato a capire la realtà dato che molti servizi che realizzo riguardano anche finanza, politica ed economia. C_3_Media_1651518_immagine_ts673_400
Ho avuto tutti gli strumenti intellettuali, necessari e fondamentali per sviscerare gli argomenti che tratto nei testi e quindi sono stati non essenziali ma fondamentali; la facoltà di economia e commercio ti da una formazione a 360° che poi si rivela utile nel momento in cui faccio un pezzo che ha come argomento le banche o gli stipendi dei parlamentari, proprio oggi sto lavorando ad un servizio che riguarda le ipoteche e lo sto comprendendo grazie al Diritto privito che ho studiato durante la mia carriera universitaria.

Ci racconti della tua esperienza come sceneggiatore e della tua collaborazione con il grande regista Mario Monicelli?
È stata un’esperienza fondamentale della mia vita, più dal lato umano che da quello lavorativo infatti la  mia carriera di sceneggiature (mio sogno da ragazzino) è iniziata e finita lì.
Lavorare per Monicelli è stato un sogno frutto non solo di fortuna in quanto è stata premiata la nostra audacia: io avevo 27 anni mentre Alessandro Sortino, che poi è diventato una iena storica, si stava laureando in giurisprudenza; eravamo in una fase della vita in cui non sapevamo che fare così decidemmo di scrivere un soggetto e, non sapendo come e a chi presentarlo, cercai di scoprire gli indirizzi di tutti Mario-Monicelli-300x225produttori e registi italiani per inviargli la sceneggiatura. Misi da parte i soldi per finanziare le spese postali.
Il soggetto era bello e quindi abbiamo ricevuto molte risposte tra cui quella di Mario Monicelli che mi chiamò esprimendo la sua volontà di incontrarci; da lì a pochi giorni ci ritrovammo io ed Alessandro a casa del regista a cui serviva una sceneggiatura per un cortometraggio da presentare al Festival del cinema di Venezia.
Il nostro, però, era un soggetto per un lungometraggio e dunque ci mettemmo subito al lavoro modificandolo e riproponendoglielo diversamente; piacque e la mattina seguente firmammo il contratto.

In merito alla tua esperienza a Radio Capital ci dici quelle che sono le affinità e le divergenze tra il mondo televisivo e radiofonico?
Purtroppo non posso darti una risposta esaustiva in quanto in radio ho fatto un lavoro diverso: non ero un autore, uno speaker o un inviato ma facevo semplicemente il responsabile marketing di Radio Capital e quindi il mio lavoro era di natura organizzativa e non creativa.
Ad ogni modo, credo, ci sia una mutualità tra radio e televisione poiché capita spesso di vedere personaggi che nascono televisivi diventare radiofonici e viceversa, questo è dovuto al fatto che ci sono molti punti di contatto tra i due mezzi di comunicazione.

Come sei entrato a fare parte del programma ”Le Iene”? 
Non c’è una dritta o un modo grazie al quale si diventa ”Iena”: c’è solo qualcuno che ti adocchia o che ti propone di fare un servizio. Io sono stato fortunato in quanto, come detto, ero amico di Alessandro iene_enrico_lucci_012_jpg_zkvaSortino che già lavorava lì e che, vedendo dei video amatoriali che giravo il sabato pomeriggio con un mio collega della radio, mi diede qualche consiglio circa il montaggio e le modifiche da apportare al fine di presentarlo a Davide Parenti autore delle ”Iene”; il video piacque e da 11 anni a questa parte lavoro lì.

Qual è il servizio al quale sei più legato e che consideri meglio riuscito?
Quello che considero il mio personale capolavoro è il servizio che riguarda l’On. Barbareschi: è stato più di un servizio, un vero e proprio action-movie tant’è che ci sono le botte, l’azione e l’inseguimento in mare. Ogni pezzo può avere una sbavatura ma in questo specifico servizio credo di essere stato perfetto, forse una congiunzione astrale ha voluto che tutto andasse per il verso giusto. Quello a cui sono più affezionato, dal punto di vista personale, però, è quello della fontana di Trevi quando fui scaraventato in acqua da ”Dartagnan” che rubava le monetine.

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Nessun chiarimento con Barbareschi?
Con Barbareschi non ci siamo mai chiariti; siamo alle carte bollate poiché lui ha denunciato noi e noi lui ed ora ci troviamo in piena battaglia legale.

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Sono tantissimi i servizi che hai fatto e che riguardano ”la casta”, in merito alla situazione attuale e allo scandalo di ”Mafia Capitale” hai qualcosa da dire? Si sentiva che qualcosa stava per accadere?
È stata più una cosa venuta dal nulla, o meglio, in queste dimensioni non ce lo si aspettava.
Durante la giunta Alemanno si era avuto il sentore dell’esistenza di un sistema clientelare molto capillare e diffuso che era emerso con il caso Mancini, amministratore delegato dell’ ente EUR, che aveva ricevuto tangenti per l’ acquisto da parte del comune di Roma degli autobus della Bretta bus
le-iene-showw-32Un altro caso ha riguardato Panzironi che favoriva ”i figli di” ed ”i parenti di” all’ATAC. Diciamo che un sistema in stile ”tangentopoli” del ’92 non era pronosticabile così come non lo era l’asse di ferro tra politica e criminalità che si basa su un sistema collaudato da tempo, non dimentichiamo che Carminati è un ex terrorista nero ed ex membro della ”banda della Magliana” e che gestiva i servizi pubblici di Roma. Proprio per questo se vieni a farti un giro nella capitale ti rendi conto di come questa sia abbandonata a se stessa: mezzi pubblici che non funzionano, strade dissestate ed immondizia, a Roma non c’è più decoro: vive di una bellezza passata e riflessa così come Napoli che è una città meravigliosa e che adoro ma che ha comunque i suoi problemi.

Hai la possibilità di scegliere un personaggio a cui fare il moralizzatore…
Il mio sogno era quello di fare il moralizzatore a Silvio Berlusconi in persona dicendogli di scopare di meno e pensare di più al bene degli italiani ma sarebbe stato abbastanza complicato.

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Nel tuo libro ”Diario di una Iena” racconti molti retroscena avvenuti durante i tuoi servizi, ti va di raccontarcene uno?
Una delle situazioni più belle e profonde in cui mi sia trovato riguarda sempre il servizio con Barbareschi: erano le 10 di sera e ci godevamo il meritato riposo in albergo quando ricevetti l’ordine, sia dagli autori di Milano che da quelli di Roma, di ”abbandonare l’isola” per paura che ci assalissero e ci rubassero il girato.CINEMA: IENA AGGREDITA SU SET FILM BARBARESCHI
Fondamentalmente ci trovavamo a ”casa” sua, a Filicudi, tutti lo conoscevano e comunque si trattava di un politico, un uomo potente. Per evitare che ci sottraessero le cassette decidemmo di partire: alle 23 cercammo un timoniere che ci trasportasse da Filicudi a Salina; ero con i miei compagni di avventura, sotto il cielo stellato della Sicilia, in una notte di Agosto per scappare con il ”bottino”.

Che ruolo hanno ”Le Iene” all’interno della tv generalista italiana?
‘Le Iene”, a differenza di Announo e Report, fanno infoteinment ovvero legano l’informazione al divertimento ed è per questo che abbiamo un grande successo di pubblico. La gente vuole sapere qualcosa in più sul nostro paese ed al contempo vuole divertirsi; ogni ”iena” deve metterci dell’ironia in quello che fa ed è questo che ci rende imbattibili dal ’97.
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Fabio Palmiero